S. Valentino
170 c.a – 14 febbraio 270
“Amatevi e sposatevi” era l’inno di Valentino. Quando una coppia si rivolgeva a lui, per qualche problema, il Vescovo Valentino ascoltava l’uno e l’altra. Al momento del congedo offriva un fiore, perché ai fiori del suo giardino attribuiva lo straordinario potere di riunire le persone separate, di riappacificare i fidanzati o anche sposi che avevano litigato.
Preghiera per chi si vuole bene
Che bella coppia formano due credenti
Che condividono la stessa speranza,
lo stesso ideale, lo stesso modo di vivere,
lo stesso atteggiamento di servizio.
Insieme pregano
e si istruiscono l’in l’altro a vicenda.
Stanno insieme nella prova e e nella gioia.
Non c’è pericolo che si nascondano qualcosa,
che si evitino e che l’uno sia di peso all’altro.
Volentieri assistono chi ha bisogno e fanno
Elemosina senza mala voglia.
Assolvono ogni giorno i loro impegni
E ignorano i segni di croce furtivi.
Vedendo e sentendo questo
Cristo gioisce
e ai due che si amano manda la sua pace.
Là dove sono i due, là c’è anche Cristo.
Tertulliano
Stiamo correndo il rischio che una mentalità troppo facilona scolori la memoria di S. Valentino e affoghi la sua testimonianza in un mare di consumismo. E così ne perdiamo il valore, con un danno per tutti. Noi abbiamo bisogno di un Valentino forte, appassionato, non sdolcinato , caramelloso, e quindi inutile.