I nove perché del Natale
Quando a scuola chiedo ai ragazzi il perché di ciò che si fa a Natale, constato che praticamente nessuno sa dire qualcosa. Al massimo la risposta generica è: “perché si è sempre fatto così”. Cerchiamo allora di colmare queste lacune, alcune delle quali veramente gravi!
E’ nato il 25 dicembre? Dai racconti evangelici non si hanno indicazioni per conoscere la data di nascita di Gesù, nemmeno il mese e la stagione.
Perché proprio il 25 dicembre? Il solstizio era diventato la festa agricola di saturno e la festa del Sole divinizzato: questo raffigurava anche l’imperatore che pretendeva un culto divino. Celebrare il solstizio significava ormai inchinarsi alla divinità imperiale. I cristiani, perciò, trasformarono questa festa facendola diventare la celebrazione della nascita del vero Sole Invincibile. Così, in occidente, il 25 dicembre diventò il “Natale del Signore.
Perché a Betlemme? Il profeta Michea, contemporaneo di Isaia, annuncia che il Messia sarebbe nato a Betlemme. Giuseppe era originario di quella piccola e sconosciuta borgata distante 8km da Gerusalemme. Con Maria partì da Nazareth per il censimento ordinato da Augusto.
Quando è nato il presepe? Ufficialmente fu S. Francesco nel 1223 a Greccio a promuovere una sacra rappresentazione vivente della nascita di Gesù. Comunque la raffigurazione del presepe più antica è nelle catacombe di S. Sebastiano (380 circa d.C).
Che senso ha l’albero di Natale? Dopo l’anno Mille comincia ad entrare nelle chiese del nord l’uso di mettere in scena i “misteri” o “sacre rappresentazioni”. Uno dei più popolari in tempo d’Avvento era quello della Creazione. Il “Giardino dell’Eden” era simboleggiato da un albero carico di frutti. Data la stagione, era logico che si trattasse di un sempreverde e, data la regione, di un abete. I frutti con l’andare del tempo si trasformarono prima in candele, poi in palline colorate.
Cosa significa la corona dell’Avvento?. E’ un anello di foglie di abete o d’alloro attorno al quale sono fissati 4 ceri che si accendono durante le settimane d’Avvento. Il primo è il cero dei profeti, il secondo quello di Betlemme, il terzo quello dei pastori, l’ultimo quello degli angeli.
Perché ci scambiamo gli auguri? Nel mondo romano esistevano gli “àuguri”, indovini che cercavano di conoscere il futuro osservando il volo degli uccelli. Il verdetto si chiamava “augurio” e avveniva nel solstizio d’inverno, cioè all’inizio del nuovo anno.
Che significato hanno i doni? Dalle feste saturnali dell’abbondanza resta l’uso di scambiarsi doni, arricchito dai cristiani con nuovi significati biblici: Gesù è il grande dono di dio all’umanità. Nelle diverse regioni i doni arrivano in tempi diversi dell’Avvento: S.Lucia (13 dicembre), S.Nicola (6 dicembre), la notte del 24 dicembre.
Cos’è l’Epifania?. Le chiese orientali vollero festeggiare la “manifestazione” di Dio all’umanità e fissarono al 6 gennaio una grande festa in cui si celebravano contemporaneamente tre avvenimenti: la nascita di Gesù e la sua “manifestazione” ai pastori. La “manifestazione” ai magi, cioè ai popoli pagani. La “manifestazione” a Giovanni Battista e al popolo d’Israele con il battesimo nel fiume Giordano.
Il significato delle statuine del Presepe
Gesù bambino. I primi cristiani lo hanno rappresentato avvolto dalle fasce, così come si legge nel Vangelo di Luca. Successivamente verrà rappresentato appena velato nella sua nudità, con le braccia protese che accolgono e al tempo stesso chiedono accoglienza.
La Madonna. Viene adorata sia come Vergine che come Madre. Quando si mostra come Vergine indossa un manto azzurro o celeste, quando invece appare come Madre il suo manto è purpureo (il porpora era il colore della dignità regale e della spiritualità oppure di colore rosso (colore della sofferenza e dell’amore.
Giuseppe. Viene raffigurato spesso in età matura e porta in mano il simbolo della sua purezza e della sua obbedienza al comando divino: un bastone fiorito che nei preeepi è semplificato in bastone da viaggio. Questo attributo deiva dai vangeli Apocrifi che riferiscono il prodigio della fioritura del bastone di Giuseppe, segno divino che loindicava come sposo prescelto dalla Vergine.
I Magi. Sono saggi venuti dall’Oriente e rappresentano tutto ciò che è estraneo al mondo degli ebrei. Il viaggio che compiono per conoscere il Re dei Giudei è stato sempre interpretato come il riconoscimento da parte dei pagani della divinità di cristo e della conferma del valore universale della nuova fede. Il loro numero, suggerito dal Vangelo di Matteo, dai doni che portano con sé (oro, incenso e mirra) si presta a farli discendere dai tre figli di Noeè: Sem, Cam e Jafèt.
Sono considerati ambasciatori delle tre razze umane, semitica, camitica e giapetica e vengono solitamente raffigurati come un giovane, un uomo maturo ed uno anziano e quindi rappresentano tutta l’umanità. La loro figura ci presenta il tema del viaggio intesa come ricerca e abbandono di ciò che è noto per ciò a cui si aspira.
Portano in dono l’oro (con il quale riconoscono Gesù come Re), l’incenso (con il quale lo adorano come Dio) e la mirra (con la quale riconoscono che Gesù morirà per la salvezza dell’umanità).
Poco sappiamo di loro. L’enagelista Matteo non precisa né il numero, né il ruolo che hanno, né il significato dei doni. Secondo studi recenti i Magi sarebbero originari della Persia e sacerdoti di Zarathustra. Non erano re ma sapienti di corte ricercati per la loro sapienza come consiglieri.
L’idea che i Magi fossero re risale agli inizi del Medioevo. Le prime immagini che li raffigurano con la corona in capo sono del VII secolo. Inizialmente indifferenziati nell’aspetto, vengono identificati con un nome intorno al IX secolo.
Re Mago Baldassarre. Viene rappresentato come un giovane Moro, a volte con una fotta barba, che rappresenta l’Africa. Generalmente, nelle statuine del presepe, è rappresentato in piedi che offre incenso.
Re Mago Melchiorre. Secondo i Vangeli Apocrifi sarebbe il re dei Persiani. Rappresenta l’età matura. Viene dall’Asia e porta in dono la mirra.
Re Mago Gaspare. E’ il più vecchio dei tre, è di razza bianca e rappresenta l’Europa. Porta in dono l’oro.
Bue e asino. La presenza dei due animali nel presepe deriva dalle profezie di Isaia e Abacuc. Il bue rappresenta gli Ebrei che portano il giogo della Legge, mentre l’asino rappresenta i pagani che soffono sotto il peso dell’idolatria.
L’Angelo. Gli angeli, dagli Ebrei già al tempo della nascita di Gesù, erano considerati come spiriti buoni che aiutavano gli uomini. Il loro compito è quello di messaggeri della volontà di Dio.
I pastori.Rappresentano le persone comuni che rispondono alla chiamata di Dio.
IL DECALOGO PER IL PRESEPIO
◘ Non costruire il presepio in modo trasandato
◘ Non costruirlo solo allo scopo di primeggiare nel concorso della parrocchia.
◘ Non costruirlo per dimostrare agli altri la tua abilità tecnica e non essere geloso dei tuoi segreti con gli amici.
◘ Non costruire presepi strani o soltanto simbolici. All’albero di Natale preferisci sempre un presepio. Anche se povero e piccolo manifesta meglio il mistero del Natale di Gesù.
◘ Non costruirlo soltanto allo scopo di contestare i mali che affliggono l’umanità: il Figlio di Dio si è fatto uomo per donare pace e gioia ad ogni uomo
◘ Costruiscilo ricordando sempre che stai compiendo un gesto di vera testimonianza evangelica perché esprimi pubblicamente la tua fede nella verità del “Figlio di Dio che si è fatto uomo per la nostra salvezza”.
◘ Non costruirlo per denaro.
◘ Non costruirlo solo con le mani, ma con il cuore che vuol dire con le disposizioni delle virtù cristiane: la fede, la speranza, la carità e il vivo desiderio che susciti negli altri bontà e serenità.
◘ Non aspettare gli ultimi giorni per costruirlo, “cosa affrettata è sicuramente trascurata”
◘ Quando lo costruisci non essere mai completamente soddisfatto, se non quando, guardandolo, senti di essere sinceramente e profondamente commosso al pensiero di quel Bambino che si è fatto per amore, mentre tanti uomini, 2002 anni dalla sua nascita ancora non lo conoscono.