mercoledì, giugno 29, 2005
TEMA DELLA XXXIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2006):

Il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la 39ª Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2006, sarà dedicato al seguente tema: Nella verità la pace. La Costituzione conciliare Gaudium et spes afferma che l'umanità non riuscirà ad «edificare un mondo veramente più umano per tutti gli uomini su tutta la terra, se tutti non si volgeranno con animo rinnovato alla verità della pace» (n. 77). La pace possiede, infatti, una sua intrinseca ed invincibile verità, corrispondendo essa, come tutti sperimentano, ad un anelito e ad una speranza che vivono indistruttibili nel cuore degli uomini. Tale sua verità deriva dal fatto che essa è «il frutto dell'ordine immesso nella società umana dal suo Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre più perfetta» (n. 78).
La pace è vera perché risponde al desiderio iscritto dal Creatore nel cuore di ogni uomo. La natura umana ha delle esigenze profonde: i diritti dell'uomo chiedono di essere attuati, il «diritto naturale delle genti e i suoi principi universali» (cfr n. 79) esigono di essere rispettati, la giustizia intesa come dare a ciascuno il suo domanda di essere posta in atto. Quando l'agire umano non rispetta l'ordine delle cose, quella grammatica naturale di cui parlò il Papa Giovanni Paolo II di fronte all'Assemblea delle Nazioni Unite il 5 ottobre 1995, quando coarta la vita umana impedendone lo sviluppo, quando impone sacrifici intollerabili ai popoli, la pace non c'è, perché non si ha alcun rispetto per la verità delle cose.

La pace è la tranquillitas ordinis, vale a dire la situazione che permette il pieno dispiegamento della verità dell'uomo. La sete che l'uomo ha della verità come pienezza dell'essere si traduce in un desiderio di pace, di non-disordine, della pace vera o della verità della pace.

La pace vera è anche pacifica. Essa riconcilia, fa uscire dal proprio isolamento. La verità illumina, fa intravedere la strada delle autentiche relazioni umane, permette di correggere gli errori, di riconciliarsi con se stessi e con gli altri, di essere trasparenti nelle contrattazioni e fedeli alla parola data.
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domenica, giugno 26, 2005
«Io, sacerdote cinese: da militante comunista a testimone di fede»

«All’università ero il capo dei giovani del partito nella facoltà. Nel mio cuore avevo tanti progetti e programmi per il futuro, ma tutti distanti da Dio che per me non esisteva nemmeno». Lasciare il Pc significava chiudersi ogni prospettiva. Poi la lenta conversione, la scelta di avvicinarsi al battesimo e di entrare nel seminario «clandestino»

«Nella mia famiglia, solo mia nonna era protestante. Poi, una notte, il sogno della sua Bibbia»«Non volevo
seguire Gesù:
avevo un lavoro,
una vita tranquilla
Ma non ho potuto
resistere»


Mi chiamo Bao e sono un sacerdote della Cina del nord. Sono divenuto prete alcuni anni fa e ho ricevuto il battesimo solo 11. Prima ero ateo, anzi un militante del Partito comunista cinese. All'università ero il capo dei giovani comunisti nella mia facoltà. Nel mio cuore avevo tanti progetti e programmi per il futuro, ma tutti distanti da Dio, che per me non esisteva nemmeno. Nella mia famiglia, solo mia nonna era protestante. Quando ero piccolo una volta l'ho sentita parlare di Gesù: diceva che Gesù era Dio. Ma a me non ha mai interessato nessuna religione. In Cina, dalla scuola elementare fino all'università è obbligatoria l'educazione all'ateismo. La mia mente era piena di teorie atee e pensavo che credere in Dio è una cosa fanciullesca, forse un po' stupida.
Militante. Al quarto anno di università ho preso la tessera del Partito. In Cina ci si iscrive al Partito un po' per convinzione, ma soprattutto perché ci si fa degli "amici" che poi ti aiutano a trovare lavoro, ti sostengono se hai dei guai. La mia vita nella cellula comunista non era né buona, né cattiva. Eravamo studenti buoni con tutti, bravi nello studio, nell'organizzare tante attività. Ma quello che mi colpiva è che nel Partito tutte queste cose, anche buone, erano fatte non per il bene degli altri, ma per sé, per far carriera. E poi fra noi dominava la menzogna: tutti raccontavano bugie e tutti sapevano che erano bugie, ma si andava avanti lo stesso. [...]
Dopo un po' di tempo mi sono ammalato. Avevo spesso degli incubi che mi svegliavo perfino di notte. Una notte ho sognato di aver trovato un pacco; l'ho aperto e dentro vi era un libro. Era una Bibbia, tutta luminosa e splendente. Mi sono svegliato e ho pensato che solo mia nonna mi aveva parlato della Bibbia
La paura. Appena finiti gli studi, dopo la laurea, grazie agli appoggi nel Partito, ho trovato subito un buon lavoro in una grande città. Prima di iniziare a lavorare, la ditta mi ha dato il permesso di andare per un mese a salutare i miei che vivono in un'altra regione. Quasi alla fine del mio mese di vacanza, un mio amico - che ho scoperto poi essere cattolico - mi ha regalato 10 cassette su cui erano registrate delle prediche di un sacerdote cinese. Dopo aver ascoltato quelle cassette, è cominciata una grande battaglia nel mio cuore: pensavo che forse Dio esiste veramente; forse davvero la religione cattolica è quella vera... Ma nello stesso tempo mi venivano in mente tutte le teorie sull'ateismo studiate a scuola e all'università. Sono caduto nell'angoscia, anche perché avevo paura che accettando la fede cattolica, rischiavo di perdere il mio lavoro. Non sapevo cosa fare. Quel giorno dovevo ritornare in città a iniziare il mio impiego. Avevo già il biglietto del pullman. Per la prima volta nella mia vita mi sono rivolto alla Madonna: «Santa Maria - le ho detto - se tu veramente esisti, se la fede cattolica è vera, se vuoi che io diventi cattolico, dammi un segno: domani, durante il viaggio fai succedere qualcosa di importante, magari un incidente, in cui io sopravviva, e così crederò». Adesso penso che sono stato molto stupido sfidare o tentare Dio. Ma a quel tempo è stata l'unica preghiera che mi è venuta in mente. Il giorno dopo è successo davvero un incidente: il pullman su cui viaggiavo, mentre percorreva la strada ad alta velocità, ha bucato la ruota anteriore destra.
Il pullman è uscito fuori strada e si è capovolto. Tutti ci siamo salvati, ma abbiamo dovuto faticare a uscire dai finestrini e dai rottami. Io sono rimasto scosso, ma non ho dato molto retta a questo segno. Era un segno piccolissimo, ma è stato l'inizio, il primo passo della mia conversione. Dopo aver cominciato a lavorare, sono andato in cerca di una chiesa cattolica e lì frequentavo la messa, ma sempre in segreto.
Il battesimo. Pian piano ho compreso di più cos'è la fede cattolica e alla fine mi sono deciso a chiedere il battesimo. Ma per ricevere il battesimo dovevo superare un grande ostacolo: la mia appartenenza al Partito comunista. Un comunista è ateo; il cristiano crede in Dio: non è possibile essere cattolici e comunisti nello stesso tempo. Anche il sacerdote che mi istruiva mi ha detto che dovevo uscire dal Partito. Ma io non avevo questo coraggio: temevo che lasciando il Partito avrei subito brutte conseguenze: forse avrei perduto il mio lavoro; sarei andato incontro magari alla persecuzione [...]
Il Partito in Cina governa tutto; mettersi fuori da esso significa in qualche modo togliersi ogni possibilità di tranquillità nella vita, sentirsi come stranieri. [...] Alla fine mi restava solo la via ufficiale e ho scritto la mia lettera con la richiesta di uscire dal Partito. Ma non avevo il coraggio di consegnarla. Ho deciso tante volte di presentarla, ma poi alla fine mi ritiravo. A un certo punto, ho preso grande coraggio e sono andato dritto dal responsabile del Partito e gli ho consegnato la lettera. Lui è rimasto senza parole: era la prima volta che gli capitava di vedere che uno rifiuta di rimanere nel Pcc. Era in totale confusione. Finalmente potevo ricevere il battesimo. E con esso ho cominciato a gustare una pace profonda.
In seminario. Dopo essere divenuto cattolico ho continuato a frequentare la messa ogni domenica, ma dentro una comunità sotterranea, non riconosciuta dal governo. Una volta una suora mi dice: perché non segui Gesù totalmente e diventi prete? Io ho detto subito di no. Nella mia famiglia sono tutti non credenti e diventare prete sarebbe stato difficile. Nella tradizione cinese il figlio primogenito, come sono io, deve sostenere i genitori quando sono vecchi. Entrando in seminario i miei primi nemici sarebbero stati i miei genitori.
Sei mesi dopo ero a pregare nella mia stanza e sento una voce che mi chiama: «Seguimi». Nella stanza non c'era nessun altro. Nel cuore ho compreso che era Gesù che mi chiamava, ma io ero troppo spaventato: fare il prete - della Chiesa sotterranea - voleva dire abba ndonare tutto, lasciare la famiglia, il lavoro, mettersi in una situazione di rischio e di pericoli, abbracciare la croce, la sofferenza, la prigionia. Ho detto di no. Ma con il mio rifiuto, è finita la mia pace perché sono divenuto inquieto e senza gioia. Non volevo seguire Gesù perché avevo un buon lavoro, una vita tranquilla.
Ma non potevo resistere alla chiamata del Signore. Così l'ho pregato di poter trovare un altro lavoro, in una città più lontana. In questo modo avrei potuto lasciare l'impiego senza dare troppo nell'occhio e sarei potuto entrare in seminario. Ho lavorato in quest'altra città per quasi due anni, guadagnando e risparmiando su tutto per lasciare dei soldi ai miei genitori e alla fine ho seguito la chiamata di Gesù. Sapevo che ero debole e allora ho pregato: «Gesù, se tu vuoi, puoi rendermi fedele fino in fondo, tuo discepolo per sempre. Questo sarà un grandissimo miracolo». Ho passato 5 anni in un seminario della Chiesa sotterranea. La vita era molto faticosa e piena di rischi. La sveglia era alle 5. Dopo mezz'ora di meditazione, celebravamo la messa e poi le lodi. Dopo la colazione facevamo le pulizie e poi cominciava la giornata di studio. Si andava a letto alle 10 di sera.
La vita nei seminari sotterranei è un po' dura: vivevamo in una casa di campagna messa a disposizione da un fedele. Ma quando avevamo il sentore che la polizia ci aveva scoperto, dovevamo fuggire e trasferirci in un altro luogo. In 5 anni abbiamo cambiato casa 3 volte. [...] Dopo 5 anni di studio, è venuto il giorno della mia ordinazione sacerdotale. In quel momento nella mia diocesi vi era grande tensione e c'era il rischio che la polizia ci imprigionasse. Così abbiamo celebrato la messa di ordinazione alle 4 del mattino: a quell'ora in Cina dormono tutti, anche i poliziotti. Anche se la vita di noi cattolici è difficile, la fede ci sta davvero rafforzando. E questo anche grazie alla testimonianza dei sacerdoti che sono in prigione.
Un piccolo esempio: nel mio paes e natale, nell'83, quando la Cina ha cominciato le grandi riforme economiche, vi erano solo 3 famiglie cattoliche. Adesso, dopo quasi 20 anni, i cattolici sono più di 4 mila. È proprio vero che il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani. Anche per me, la mia forza è Gesù stesso. Lui ha detto: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Giov. 15,16). Su questa strada io trovo la croce, ma anche la gioia e la pace. Con il suo aiuto, lo seguirò sempre, superando tutte le difficoltà.

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venerdì, giugno 10, 2005
Gabri commenta il post "Sorrisi e cuoricini...
 
mi sento in dovere di commentare questo post perchè, da cittadino che voterà 4 sì al referendum, non mi va di essere classificato come disumano, ignorante e senza cuore. a te ha dato fastidio, da quel che si legge, l'atteggiamento dei referendari e la loro propaganda pro-voto: liberissimo di esprimere il tuo parere, ma permetti che ti dica che a me ha dato altrettanto fastidio la campagna astensionista promossa da ruini e dalla cei; innanzitutto trovo profondamente scorretta e ingiusta la scelta dell' astensione: se un cattolico pensa che la legge 40 vada bene così com' è dovrebbe andare a votare e scrivere 4 no. l'astensione è un trucco: oltre alle astensioni dei cattolici (che non votano perchè contrari alle abrogazioni di questa legge) si sommano le astensioni di tutta quella gente che non andrà a votare per altri motivi (vacanze, disinteresse, pigrizia e disinformazione). in tutti i referendum c'è sempre una percentuale di cittadini che non votano, e in questo caso la cei e ruini strumentalizzano queste astensioni per i loro fini. questo mi dà molto fastidio, sarebbe stato molto più costruttivo un confronto aperto e chiaro.

voglio anche ricordare che l' Italia è uno stato laico, e che quindi non è giusto imporre la morale cristiana-cattolica anche a chi, come me, non crede. se vincessero i sì voi cattolici non ci perdereste proprio niente, perchè nessuno mai vi potrà imporre di curarvi con le staminali embrionali, o di avere un figlio grazie all' eterologa o di andare contro il vostro credo religioso in nessun modo. votando no invece si obbliga la totalità dei cittadini a rispettare i precetti di una parte della popolazione. e questo è antidemocratico.

da ateo non considero un embrione allo stesso livello di un uomo, in quanto ritengo che la caratteristica principale che fa di un INDIVIDUO una PERSONA sia il rendersi conto della propria esistenza. un embrione, essendo un ammasso di poche cellule, non pensa, non sa di esistere, di fatto non "vive". inoltre non credo nell'esistenza dell' anima, quindi non ci vedo niente di male nell' usare le staminali embrionali per curare altre PERSONE, che invece vivono e soffrono. vorrei vedere con che coraggio un cattolico direbbe a un suo familiare con un cancro "mi spiace, ma devo proprio lasciarti morire perchè sopprimere un ammasso di cellule va contro i miei principi." mi sembra un controsenso, un insulto al buonsenso.
un' altra cosa: credo che nel voler mettere al mondo un figlio la cosa più importante non sia il modo in cui lo si fa, ma il fine. il vero gesto d' amore è volere dare la vita a un nuovo bambino, e se non lo si può fare con metodi naturali e quindi si ricorre ad aiuti artificiali, che importanza ha?

per finire, io sono per la libertà di pensiero, quindi se un cattolico ritiene che sia immorale avere un figlio con l'eterologa è liberissimo di non farne uso. ma se lo stesso cattolico vieta l'eterologa anche a ME, perchè contraria ai SUOI principi, questo non mi sta più bene, sta ledendo la mia libertà di scelta.
gabri

PS: per quanto riguarda i cartelloni propagandistici ingannevoli, anche il fronte dell'astensione non è da meno, in quanto sono pubblicate numerosissime foto di bambini, o feti che non hanno niente a che vedere con questa legge, e poche immagini di embrioni, sicuramente meno teneri e belli...
 
 
 
 
Fin qui il Post di Gabri che, devo dire, mi ha sorpreso molto e sfavorevolmente
 
Prima di tutto spetta ai promotori di un referendum portare la gente a votare sui quesiti proposti.
 
Il fatto di essere associato, per chi si astiene, a coloro che non vanno a votare per motivi banali (vacanze, ecc) non mi crea alcun problema. Il fronte del non voto promuove incontri, dibattiti, produce materiale informativo, quindi non si disimpegna.
 
In secondo luogo non dovrebbe essere materia di referendum una cosa così importante, proprio perché occorre portare alle urne gente consapevole, informata, che non voti solo per motivi utilitaristici o ideologici di qualsiasi provenienza (tra l’altro io non andrò a votare per questo motivo).
 
Anch’io credo che lo Stato sia e debba essere laico, ma purtroppo per coloro ai quali scoccia, ci sono anche i cattolici che hanno tutto il diritto di esistere e dire la propria.
Io non sono servo di Ruini o della Cei e penso e voto con la mia testa. Il mio peccato è quello di non vedere le cose per fini utilitaristici come invece fa ormai la maggioranza (e questo è pericoloso).
 
PERSONA è tale solo se SA RENDERSI CONTO DELLA SUA ESISTENZA? Allora i pazzi, i dementi possono essere uccisi?. I bimbi dopo i 3 mesi dal concepimento devono o possono essere soppressi? Chi è in coma? Mi sa che serpeggia ancora un tale con i baffetti vissuto qualche decennio fa!
 
Sull’omologa e l’eterologa
Ogni bimbo ha diritto a conoscere i suoi genitori veri. Nel referendum si dimentica sempre che l’embrione ha dei diritti, che è qualcuno e non qualcosa che puoi utilizzare come vuoi.
La legge dovrebbe essere migliorata e modificata in alcune parti. Andata a vedere nel post sul quarto quesito che trovate di seguito cosa si propone.
 
Sì, carissimi lettori… io come tanti altri proponiamo qualcosa, non siamo come quelli che stanno preparando pinne, canotti per andare al mare fregandocene degli altri. Io, rispettando tutti, anche quelli che non fanno la stessa cosa con  me e le mie idee, mi batto per offrire una voce a chi viene considerato solo utile per un fine.
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venerdì, giugno 10, 2005

 

Embrione

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giovedì, giugno 09, 2005

Le parole difficili del referendum

BIOPSIA EMBRIONALE
Analisi cromosomica e/o genetica su una cellula dell’embrione, effettuata prima che questo venga trasferito nell’utero della donna (vedi anche Pgd, diagnosi genetica pre-impianto). Lo scopo è individuare embrioni difettosi per distruggerli (selezione eugenetica).

BLASTOCISTI

Embrione al quinto-sesto giorno di sviluppo.

CELLULE STAMINALI
Cellule non differenziate che hanno il ruolo di produrre cellule che dovranno differenziarsi. Si trovano nell’embrione (v.), nel feto (v.) o nell’organismo adulto.

CELLULE STAMINALI EMBRIONALI
Cellule staminali (v.) prelevate dall’embrione (v.) allo stadio di blastocisti. Il prelievo comporta inevitabilmente la morte del’embrione.

CENTRI PER LA FECONDAZIONE ASSISTITA
Centri pubblici e privati (convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale o non convenzionati) in cui si pratica la procreazione medicalmente assistita (Pma). Prima dell’approvazione della legge erano stati contati 328 centri, di cui 198 di secondo e terzo livello, cioè in grado di praticare tecniche di procreazione assistita e non semplici terapie contro l’infertilità. Un numero indefinito di centri praticava tecniche di crioconservazione degli embrioni, oggi vietate. A tutt’oggi si calcola che esistano 30 mila embrioni congelati, appartenenti all’incirca a 6 mila coppie.

CLONAZIONE
Riproduzione agamica (ovvero senza fecondazione, senza gameti), naturale o artificiale, di individui, geni o cellule, tutti identici tra loro, cioè con identico corredo cromosomico.

CRIOCONSERVAZIONE DEGLI EMBRIONI
Procedura utilizzata per conservare a bassissima temperatura (in azoto liquido) embrioni. Questa operazione comporta la morte e il danneggiamento di un certo numero di embrioni. E’ proibita dalla legge 40/2004, salvo alcuni casi eccezionali.

CROMOSOMI
Organuli responsabili della trasmissione ereditaria presenti nel nucleo delle cellule, visibili solo durante la fase di divisione cellulare.

DIAGNOSI PRE-IMPIANTO (DPI)
Vedi "Biopsia embrionale"

DIFETTI EPIGENETI
Sono anomalie sviluppate ex novo dall'embrione, non ereditate quindi dal patrimonio genetico del padre e della madre.

DNA

Molecola responsabile della trasmissione e dell’espressione dei caratteri ereditari. “DNA combinante” è una tecnica di ingegneria genetica che consente di ottenere molecole attraverso frammenti provenienti da organismi diversi. Ha applicazioni in campo medico per produrre ormoni e vaccini.

EMBRIONE
E’ lo stadio di sviluppo dell’essere umano tra la fecondazione e il terzo mese di gestazione.

EMBRIORIDUZIONE
o riduzione degli embrioni: è un intevento di aborto per uno o più embrioni nei casi di gravidanze plurigemellari.

EPIDIDIMO
Struttura cordoniforme disposta sul margine superiore del testicolo. Contiene un canale dove, dopo la produzione, gli spermatozoi (v.) sono immagazzinati e raggiungono la maturazione.

EREDITARIETA'
Trasmissione dei caratteri da una generazione all’altra, determinata dai cromosomi, presenti nel nucleo delle cellule

ETEROLOGA (Fecondazione)
Utilizzazione di gameti (v.) non appartenenti alla coppia.

EUGENETICA
Disciplina che si propone il miglioramento delle qualità ereditarie della specie umana anche selezionando gli embrioni.

FECONDAZIONE ARTIFICIALE
La definizione racchiude convenzionalmente le tecniche in cui la fecondazione avviene esternamente al corpo femminile. Comprende tra le altre FIVET (v)., GIFT (v.) e ICSI (v.). In riferimento al donatore può essere omologa (v.) o eterologa (v.).

FECONDAZIONE IN VITRO
Tecnica mediante la quale gli ovociti vengono prelevati dall'ovaio e posti in provetta insieme agli spermatozoi; 24/48 ore dopo la fecondazione gli embrioni vengono trasferiti in utero.

FETO
Fase di sviluppo del concepito successiva allo stadio di embrione (v.).

FIV (Fertilizzazione in vitro)
Definisce la fecondazione di un ovulo prelevato dal corpo di una donna e al di fuori dello stesso.

FIVET (Fecondazione in vitro e trasferimento embrionale)
etodica mediante la quale gli ovociti (v.) vengono prelevati dall’ovaio e posti in “provetta” insieme agli spermatozoi (v.). 24/48 ore dopo la fecondazione gli embrioni (v.) vengono trasferiti in utero.

FOLLICOLO
Formazione cistica dell’ovaio contenente la cellula uovo (ovocita).

GAMETE
Cellula germinale matura. Quella femminile si chiama ovocita (v.), quella maschile spermatozoo (v.).

GENE
Unità biologica ereditaria che contiene l’informazione per la comparsa di un determinato carattere. E’ costituito da un segmento del DNA (v.) cromosomico.

GIFT (Trasferimento intratubarico dei gameti)
Metodica mediante la quale gli ovociti vengono prelevati dall’ovaio e trasferiti, unitamente agli spermatozoi, in una tuba dove avrà luogo la fecondazione.

GRAVIDANZA ECTOPICA O EXTRAUTERINA
gravidanza che si instaura al di fuori dell'utero

ICSI (Iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi)
Consiste nell’iniezione di un singolo spermatozoo all’interno dell’ovocita. Nel caso si ottenga un embrione, questo viene trasferito in utero.

IMPIANTO
Attecchimento della blastocisti (v.) nella cavità uterina (o, se la gravidanza è extrauterina, in un altro punto della cavità addominale).

INSEMINAZIONE ARTIFICIALE
Metodo che prevede la deposizione di liquido seminale all’interno dell’apparato genitale femminile. Se viene utlizzato liquido del partner viene definita omologa. Se si usa invece liquido seminale di un donatore esterno alla coppia viene definita eterologa.

MESA (Microsurgical Epidymal Sperm Aspiration)
Prelievo di spermatozoi dall’epididimo mediante aspirazione.

OMOLOGA (Fecondazione)
Utilizzazione di gameti appartenenti alla coppia.

PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA - PMA
E’ la formula generale che include le tecniche “minori” come l’inseminazione artificiale (v.) e quelle “maggiori” di fecondazione artificiale (v.). Tutte le tecniche di Pma sono generalmente precedute da operazioni preliminari, come la preparazione del seme “in vitro” per potenziarne la capacità fecondante, o la iperstimolazione ovarica (che comporta pericoli per la donna) che consiste, mediante la somministrazione di ormoni, nell’ottenere la maturazione di più follicoli ovarici. La legge 40 consente le tecniche di PMA purché effettuate con gameti (v.) della coppia (omologhe), coniugata o convivente. E’ vietato l’uso di gameti esterni alla coppia (tecniche eterologhe).

OVOCITA
Cellula germinale femminile matura.

OVODONAZIONE

Donazione di ovociti (v.) da parte di una donna a un’altra.

PMA
Procreazione medicalmente assistita (v.)

PGD (Diagnosi genetica pre-impianto)
Vedi alla voce "Biopsia embrionale".

SPERMATOZOO
Cellula germinale maschile matura.

STERILITA’
Incapacità di una coppia di concepire. Può essere congenita o acquisita. Può derivare da assenza di cellule sessuali (ovulo o spermatozoo), dall’impossibilità che queste si incontrino o dalla loro incompatibilità.

TESA (Testicolar Sperm Aspiration)
Metodica di prelievo degli spermatozoi dal testicolo mediante biopsia.

TRANSFER
Trasferimento nell’utero degli embrioni prodotti in vitro.
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giovedì, giugno 09, 2005
QUARTO QUESITO (scheda rosa)
Lo Stato fa nascere figli con un genitore anonimo



COSA PREVEDE LA LEGGE
La legge consente di utilizzare nelle pratiche di fecondazione artificiale solo tecniche di tipo omologo, cioè con gameti (ovociti e spermatozoi) prelevati ai due partner che vogliono avere il figlio. Questa è infatti una misura che intende tutelare il diritto del nascituro ad avere una famiglia con due genitori noti. Il divieto si accompagna a sanzioni nei confronti di coloro che esercitano una professione sanitaria (medici, infermieri, eccetera) che, in contrasto con il dettato della legge, utilizzino tecniche di tipo eterologo: sia pecuniaria, sia di sospensione dall’esercizio professionale.


COSA VIENE CHIESTO NELLA SCHEDA
Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto «Norme in materia di procreazione medicalmente assistita», limitatamente alle seguenti parti:

- art. 4, comma 3: «È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo»;
 
- art. 9, comma 1, limitatamente alle parole: «in violazione del divieto di cui all’articolo 4, comma 3»;

- art. 9, comma 3, limitatamente alle parole: «in violazione del divieto di cui all’articolo 4, comma 3»;

- art. 12, comma 1: «Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro»;

- art. 12, comma 8, limitatamente alla parola: «1»?
 
 
COSA VUOL CAMBIARE IL QUESITO
Il referendum si propone di abolire il divieto di fecondazione eterologa. E, conseguentemente, le sanzioni che sono legate a chi trasgredisse a tale disposizione. La motivazione è esclusivamente «utilitaristica», cioè per ampliare il campo delle possibilità di trattamento per coloro ai quali le tecniche più tradizionali si dimostrano insufficienti o impossibili da impiegare.


COSA SUCCEDEREBBE SE VINCESSERO I SÌ
Se vincessero i sì al referendum, lo Stato si assumerebbe la responsabilità di far nascere bambini che hanno solo un genitore biologico tra i due componenti della coppia. Cosa quanto mai singolare in un’epoca in cui la ricerca scientifica ci mostra ogni giorno che passa l’importanza della conoscenza del proprio patrimonio genetico. La legge andrebbe modificata o integrata in altre parti. In particolare dovrebbe essere chiarito se chi cede (solitamente a pagamento, contrariamente all’abitudine di chiamarlo donatore) i propri gameti possa restare anonimo, o debba essere individuabile dal figlio biologico, sia per eventuali necessità di salute, sia per coloro che – cresciuti – desiderassero conoscere i propri genitori (fatto ampiamente riconosciuto dagli studi di psicologia, ma che anche solo il buon senso rende comprensibile). Dovrebbe anche essere noto l’utilizzo dei gameti di ciascun donatore, per escludere l’eventualità – remota ma non impossibile – di incesti tra i discendenti di uno stesso genitore. Sono tutti problemi che si sono posti all’attenzione dei legislatori anche in altre nazioni (per esempio Gran Bretagna e Svezia), dove da più lungo tempo l’eterologa è stata ammessa. E la soluzione che viene sempre più adottata è quella di rendere individuabile chi dona i propri gameti. Questo fatto ha solitamente fatto calare drasticamente il numero dei donatori.


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giovedì, giugno 09, 2005
TERZO QUESITO (scheda grigia)
Così verrebbe cancellato ogni diritto del concepito


COSA PREVEDE LA LEGGE
La legge ha inserito tra le sue finalità, all’articolo 1, il riconoscimento dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. Vale a dire l’embrione prodotto con le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Si tratta di un’affermazione che intende dare una dignità all’essere umano sin dal concepimento, evitando di considerarlo un oggetto o un essere non ancora umano. E per dare seguito a tale affermazione si vieta che l’embrione venga trattato come una cosa, congelandolo o facendone oggetto di sperimentazione. Per il resto il quesito referendario numero 2 richiama gli stessi articoli della legge presi in esame dal quesito 1. Quindi si riparte dal principio di trovare una soluzione dei problemi di sterilità e infertilità, di accesso alle terapie (e alle tecniche di fecondazione artificiale) secondo un principio di gradualità. Il consenso all’intervento deve essere espresso in forma scritta e solo fino al momento della fecondazione di un ovocita, cioè alla formazione dell’embrione. Infine la legge, proprio per tutelare il diritto a nascere di ogni embrione, si prevede che non ne vengano prodotti più di tre comunque da trasferire – salvo casi di forza maggiore – in un unico e contemporaneo impianto in utero.
 

COSA VIENE CHIESTO NELLA SCHEDA
Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto "Norme in materia di procreazione assistita", limitatamente alle seguenti parti:

- art. 1, comma 1, «Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito»;

- art. 1, comma 2: «Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità»;

- art. 4, comma 1: «Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità e infertilità inspiegate documentate da atto medico nonchè ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata o certificata da atto medico»;

-art. 4, comma 2, lettera a), limitatamente alle parole: «gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della»;

-art. 5, comma 1, limitatamente alle parole: «Fermo restando quanto stabilito dall'art. 4, comma 1»;

- art. 6, comma 3, limitatamente alle parole: «fino al momento della fecondazione dell'ovulo»;

- art. 13, comma 3, lettera b), limitatamente alle parole: «e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo»;

- art. 14, comma 2, limitatamente alle parole: «ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre»;

- art. 14, comma 3, limitatamente alle parole: «per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione», nonchè alle parole «fino alla data di trafsrimento, da realizzare non appena possibile»?  


COSA VUOL CAMBIARE IL QUESITO
L’aspetto più significativo del terso quesito è proprio l’abolizione dei diritti del concepito. Secondo coloro che hanno proposto il referendum, il riconoscimento dell’esistenza di diritti al concepito porterebbe a rimettere in discussione il diritto ad abortire sancito dalla legge 194 del 1978. Inoltre si mira ad abolire il vincolo che per accedere a queste tecniche le coppie debbano avere problemi di sterilità accertata. Così come viene cancellato ogni principio di gradualità nella loro applicazione. Abolito anche ogni limite alla produzione di embrioni e aperta la possibilità di rifiutare qualunque impianto anche dopo la formazione degli embrioni.


COSA SUCCEDEREBBE SE VINCESSERO I SI'
L’embrione verrebbe trasformato in un essere umano privo di qualsiasi diritto, in particolare quello alla vita. Questo fatto, insieme all’abolizione di ogni limite nell’accesso alle tecniche di fecondazione artificiale, si tradurrebbe nel favorire solo i desideri degli adulti, trasformati in «diritti». Come quello, inesistente, ad avere un figlio sano. Infatti il quesito – come il secondo – abolirebbe il vincolo che si punti a correggere situazioni di sterilità. In tal modo si darebbe dunque possibilità di utilizzare la fecondazione artificiale per una selezione eugenetica di figli privi di malattie genetiche. Non richiedere una gradualità nell’utilizzo delle tecniche significherebbe dunque trascurare una seria ricerca scientifica delle cause della sterilità e favorire chi propone subito alle coppie l’accesso alle tecniche – più costose – di fecondazione artificiale.


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giovedì, giugno 09, 2005
SECONDO QUESITO (scheda arancione)
Accesso non più limitato alle sole coppie sterili

 
 
COSA PREVEDE LA LEGGE
L’articolo 1 della legge spiega che il provvedimento è mirato a «favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana». E, secondo un iter diagnostico-terapeutico improntato alla gradualità, indica che il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito quando non vi siano altri mezzi per rimuovere tali problemi (articolo 4). Una volta deciso il ricorso alla fecondazione artificiale, la legge prevede che le coppie vengano dettagliatamente informate su «metodi, problemi bioetici e possibili effetti collaterali sanitari e psicologici» delle tecniche, nonché dei «costi economici dell’intera procedura». Dopo essersi formati una volontà consapevole, i due partner devono esprimere un consenso informato scritto, che può essere revocato «fino al momento della fecondazione dell’ovulo», cioè fino al formarsi dell’embrione. La legge, all’articolo 14, allo scopo di tutelare gli embrioni prodotti, prevede che ne venga prodotto un numero utile a un unico e contemporaneo impianto e comunque non più di tre. Solo in caso di «documentata causa di forza maggiore» relativa allo stato di salute della donna che intervenga tra la fecondazione e l’impianto, viene consentito di congelare temporaneamente gli embrioni fino a che sia di nuovo possibile il trasferimento in utero.


COSA VIENE CHIESTO NELLA SCHEDA 
Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", limitatamente alle seguenti parti:

- art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: «Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana»;

- art. 1, comma 2: «Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità»;

- art. 4, comma 1:«Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o infertilità inspiegate documentate da atto medico nonchè ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata o certificata da atto medico»;

- art. 4, comma 2, lettera a), limitatamente alle parole: «gradualità al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della»;

- art. 5, comma 1, limitatamente alle parole: «Fermo restando quanto stabilito dall'art. 4, comma 1»;
 
- art. 6, comma 3, limitatamente alle parole: «fino al momento della fecondazione dell'ovulo»;

- art. 13, comma 3, lettera b), limitatamente alle parole: «di cui al comma 2 del presente articolo»;

- art. 14, comma 2, limitatamente alle parole: «ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre»;

- art. 14, comma 3, limitatamente alle parole: «per grave e documentata forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione», nonché alle parole: «fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile»?


COSA VUOLE CAMBIARE IL QUESITO
Il quesito numero 2 mira ad abolire il vincolo che per accedere alla procreazione assistita le coppie debbano avere problemi di sterilità accertata. Viene inoltre cancellato ogni principio di gradualità nel ricorso alle tecniche di fecondazione artificiale. Viene abolito ogni limite alla produzione di embrioni e si dà la possibilità di rifiutare qualunque impianto anche dopo la formazione degli embrioni.


COSA SUCCEDEREBBE SE VINCESSERO I SI'
Il quesito che mira ad abolire i limiti nell’accesso alle tecniche di fecondazione artificiale e a facilitarne l’utilizzo ha il chiaro scopo di volere solo soddisfare i desideri degli adulti. Che per risolvere un problema di salute si faccia riferimento a un percorso graduale di diagnosi e terapia dovrebbe essere ovvio in campo medico. Cancellando il requisito della sterilità, inoltre, si punta a trasformare la fecondazione artificiale da strumento per superare la sterilità a mezzo per dare un figlio a qualunque coppia. In particolare permettendo la selezione eugenetica dei figli sani in caso di coppie portatrici di malattie genetiche. Inoltre, abolire ogni limite al numero di embrioni da produrre e ogni termine al «ripensamento» da parte delle coppie al loro utilizzo porta a favorire la produzione di embrioni destinati a non essere utilizzati: l’obiettivo è infatti solo dare un figlio in braccio, trascurando tutti quelli che nella procedura verranno sacrificati.
 
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giovedì, giugno 09, 2005
PRIMO QUESITO (scheda celeste)
Per fare ricerca, permesso distruggere gli embrioni


COSA PREVEDE LA LEGGE

La legge, coerentemente col principio espresso all’articolo 1 di tutela dei diritti del concepito, vieta, agli articoli 13 e 14, la sperimentazione sugli embrioni che non sia volta a «finalità terapeutiche e diagnostiche volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso». Quindi viene vietata la produzione di embrioni umani a fini di ricerca, così come ogni forma di selezione eugenetica o manipolazione per alterarne il patrimonio genetico, ogni intervento di clonazione, nonché la produzione di ibridi tra gameti umani e gameti di specie diverse. Per cercare di garantire il diritto alla vita dei concepiti, ne viene vietata la crioconservazione, che mette gli embrioni in condizione di essere considerati "a disposizione", non solo per future gravidanze, ma anche dei ricercatori.


COSA VIENE CHIESTO NELLA SCHEDA
Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", limitatamente alle seguenti parti:

- art. 12, comma 7, limitatamente alle parole: «discendente da un'unica cellula di partenza, eventualmente»;

- art. 13, comma 2, limitatamente alle parole «ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso e qualora non siano disponibili metodologie alternative»;

- art. 13, comma 3, lettera c), limitatamente alle parole: «di clonazione mediante trasferimento di nucleo o»;

- art. 14, comma 1, limitatamente alle parole «la crioconservazione e»? 


COSA VUOLE CAMBIARE IL QUESITO
Il referendum numero 1 si propone di abolire ogni divieto alla sperimentazione sugli embrioni. In particolare viene negata la necessità di effettuare ricerche solo a beneficio dell’embrione su cui si opera. Viene consentita la crioconservazione degli embrioni e, soprattutto, viene permessa la clonazione «mediante trasferimento di nucleo». Lo scopo dichiarato è quello di permettere di effettuare ricerche con le cellule staminali embrionali, attraverso la cosiddetta "clonazione terapeutica". Con questa tecnica, alcuni sperano di trovare terapie per gravi malattie producendo cellule sane con lo stesso patrimonio genetico del malato da curare: ma il prezzo da pagare è la distruzione di embrioni.


COSA SUCCEDEREBBE SE VINCESSERO I SI'
L’embrione verrebbe considerato, di fatto, semplice materiale biologico, "un grumo di cellule" come qualcuno lo definisce, nelle mani degli scienziati e dei tecnici di laboratorio. Verrebbe tolto ogni divieto alle sperimentazioni sugli embrioni, nella speranza di sviluppare terapie utili per l’uomo, ma sovvertendo ogni criterio che dovrebbe regolare la ricerca: cioè prima esperimenti su animali. In particolare verrebbe riammesso il congelamento degli embrioni, che li rende disponibili – oltre che per eventuali successivi impianti in utero – anche per la ricerca scientifica tout court. Sarebbe anche possibile la clonazione umana mediante trasferimento di nucleo. In questo modo si permetterebbe la produzione di embrioni in laboratorio per trarne cellule staminali, che dovrebbero avere lo stesso patrimonio genetico del malato da curare. La grancassa mediatica ribadisce a ogni pie’ sospinto che ci sono milioni di malati in attesa delle terapie con le staminali embrionali, in particolare coloro che sono affetti da Alzheimer, Parkinson e altre patologie degenerative. In realtà, le terapie presentate sono solo un’ipotesi non convalidata da dati scientifici. Inoltre, sia il numero dei malati, sia il tempo necessario per ottenere cure, sono dati imprecisabili.

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giovedì, giugno 09, 2005
La legge 40 è “cattolica”?

 

In nessun modo la Legge 40 si può definire “cattolica”, in quanto si discosta notevolmente dalla visione antropologica della Chiesa. Rilevanti sono almeno tre punti:
la legge prevede l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita anche da parte delle coppie di fatto (è la prima volta che una legge italiana concede questo riconoscimento), quando per la morale cattolica la decisione di avere figli è legittima soltanto all’interno del matrimonio.
per la Chiesa l’apertura alla vita che rende possibile la collaborazione alla creazione secondo il disegno di Dio, ha senso soltanto come esito dell’unione sessuale di marito e moglie. Per cui ogni tipo di fecondazione assistita – anche quella omologa consentita dalla Legge 40 – è moralmente illecita.
Anche se all’articolo 1 la legge garantisce i diritti “di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito”, di fatto essa propone tecniche abortive. La fecondazione artificiale infatti comporta sistematicamente l’eliminazione di numerosi embrioni umani.
 
Se la legge 40 non corrisponde alla morale cattolica, perché difenderla?

La Legge 40 è un importante passo in avanti rispetto alla situazione precedente, che era stata definita di Far West procreatico. L’assenza di una legge specifica permetteva infatti qualsiasi tipo di intervento (mamme-nonne, uteri in affitto e così via) in materia. E, seppur in contrasto per molti aspetti con l’insegnamento della Chiesa, essa “ha comunque il merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali, in una materia in cui sono in gioco la dignità specifica e alcuni fondamentali diritti e interessi della persona umana”, come ha ricordato il cardinale Camillo Ruini nella Prolusione al Consiglio permanente della CEI il 17 gennaio 2005. In particolare i divieti di produzione di embrioni in soprannumero, di crioconservazione se non in casi eccezionali, di diagnosi preimpianto, di sperimentazione a scopi non terapeutici, di clonazione, consentono di proteggere la vita umana appena concepita da ogni forma di strumentalizzazione e di manipolazione. Una tutela che si estende anche al diritto ad una famiglia stabile e a due genitori sociali che siano anche i genitori biologici: la Legge 40 vieta il ricorso alle tecniche di fecondazione eterologa e alla maternità surrogata e chiede - da una parte - un rigoroso controllo sui requisiti della coppia richiedente e sulla validità del consenso alle procedure e - dall'altra - l'equiparazione giuridica del figlio generato con tecniche artificiali ai bambini nati a seguito di fecondazione naturale. Il bambino è, infatti, figlio legittimo della coppia sposata o figlio naturale riconosciuto della coppia convivente che ha chiesto e ottenuto l'uso delle tecniche di fecondazione assistita.
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mercoledì, giugno 01, 2005

Sorrisi e cuoricini, la maschera dei referendari

di Francesco Agnoli
Comunque vada a finire il referendum del 12 giugno, non si potrà dire che la campagna referendaria a favore del sì non sia stata, oltre che massiccia, anche colorata e simpaticamente multiforme. Si è iniziato col digrignare i denti, e, passando attraverso disquisizioni filosofiche assai complesse, si è finiti, ormai, con il sorriso sulla bocca, il più aperto e gioviale possibile. Nella prima fase dell’attacco alla legge 40 infatti il tono era assai monocorde, vuoto di sostanza ma stilisticamente accorto, basato sulla figura retorica dell’allitterazione: "legge feroce, atroce, crudele, assurda, anacronistica", e chi più ne ha più ne metta. La ripetizione della R, mi sembra di capire, serviva a suscitare il fastidio dell’ascoltatore, il suo senso inconscio di ribellione. Si ricorreva, per capirci, allo stile del grande poeta Dante nelle rime petrose, adottate per attaccare una donna dura e scontrosa, poco incline a concedersi: «Così nel mio parlar voglio essere aspro, /com’è negli atti suoi questa bella Petra». Oppure, per rimanere al grande poeta, si cercavano le rime «aspre e chiocce», adatte alla descrizione del mondo brutale e malvagio dell’Inferno. Un po’ come se la legge 40 fosse, per così dire, come il Cerbero infernale, «fiera crudele e diversa», che «con tre bocche caninamente latra», e «iscoia e isquatra». Uno stile simile ha certamente la sua efficacia, perché in molti momenti ha messo in crisi anche i più convinti avversari del referendum: possibile che urlino tanto, senza veri motivi? E allora, anche il sottoscritto, giù a leggere, a controllare se veramente, in passato, era esistito quel far west che ora tutti negavano: le mamme nonne, gli uteri in affitto, i parti plurigemellari, gli embrioni scartati in massa e gettati nei lavandini, la selezione del sesso, le donne imbottite di ormoni con gravissimi rischi per la salute...
Ma anche urlare troppo, per quanto convinca alcuni perplessi, non può essere l’unica tattica: alla lunga infastidisce e stufa. Ecco quindi pronta la nobilitazione filosofica del discorso, grazie a una squadra di pensatori: Severino che ragiona sbattendo in faccia al popolino i suoi libri, Aristotile, Tommaso, e anime di tutti i tipi; Sartori che esemplifica, per i meno acculturati, istituendo similitudini tra embrioni umani, girini e uova di storione; Veronesi che invece predilige il paragone uomo-scimpanzè. Per lui infatti l’uomo non ha nulla più degli animali: «Ma io che sono animalista e vegetariano, mi chiedo, provocatoriamente, perché non tuteliamo anche gli embrioni di scimpanzè, anch’essi sono progetti di esseri umani» (Corriere della sera, 15 maggio 2005). Nella calca, a prendere a calci gli embrioni umani, si buttano poi anche vari movimenti ugualmente originali: parte degli animalisti, i raeliani, seguaci degli ufo, i transumanisti, impegnanti ad «andare al di là dell’umano», gli estropiani, decisi a correggere la natura umana e a «non tollerare più la tirannia della vecchiaia e della morte»... Ma evidentemente, anche con la tecnica filosofica, il coinvolgimento di massa non è assicurato.
Scatta così la terza fase propagandistica, quella del buonismo. Come se dall’asprezza dell’inferno si passasse, attraverso la faticosa salita filosofica del Purgatorio, alla bellezza del Paradiso, «che solo amore e luce ha per confine». Così i volantini, gli opuscoletti, i siti Internet per il sì, tripudiano ora di sorrisi, di cuoricini, di un incrociarsi beato di sguardi ineffabili di giovani coppie. Sembra la pubblicità del Movimento per la Vita! Adattato ai tempi, il Paradiso diviene sentimentalismo a buon mercato. I dubbiosi, i perplessi, quelli che non si lasciano calamitare né dai discorsi rancorosi, né dalle filosofie sofiste, vanno tranquillizzati con le buone. Bisogna far scomparire le tracce dei mercati di gameti e di embrioni, delle banche del seme e degli uteri in affitto, dell’eugenetica e dei rischi per la salute dei nati da fecondazione artificiale. La tattica è quella degli esimi professori universitari, come Casonato a Trento, che, parlando degli uteri in affitto, spiegano trattarsi di uteri prestati, "per solidarietà"! O quella di Vittoria Franco, onorevole dei Ds. Squallido commercio di ovuli sulla pelle delle donne? Cataloghi da postalmarket con gameti di grandi sportive a 90 mila dollari o di premi Nobel, a prezzi analoghi? Donne dell’Est espiantate in massa degli ovuli, a 150 euro, per fare embrioni da esperimenti? Mai esistito nulla di tutto ciò, solo donazioni e solidarietà! Per la Franco infatti «nella donazione dell’ovocita è forte la solidarietà fra le donne. Deve essere un sentimento profondo se si accetta di sottoporsi a un intervento non semplice sul proprio corpo... sono donne che accettano un trattamento invasivo e traumatico per poter compiere un atto di pura oblatività... gratuitamente».
Ma l’eterolga crea forse problemi nel bambino, privato dell’identità dei suoi genitori, e nella coppia, che può andare incontro a crisi psicologiche di ogni tipo, sino al rischio del disconoscimento, per questo vietato per legge dovunque esista l’eterologa? Assolutamente no: Flamigni, Mori e la già citata Franco spiegano che le coppie che ricorrono ai gameti di terzi hanno garanzia di matrimoni lunghi e felici, assai più di coloro che fanno ancora figli come un tempo, alla vecchia maniera. Per la Franco, addirittura, «la percentuale di divorzi da coppie con figli da eterologa sfiora appena l’1%, mentre arriva al 50% fra le coppie con figli avuti attraverso vie naturali» (Bioetica e procreazione assistita, Donzelli). Per Flamigni e Mori «la donazione di gameti non intacca affatto l’unità del matrimonio, anzi, semmai la rafforza e la cementa: la coppia che decide di ricorrere alla donazione di gameti è più unita e più stabile della coppia che procrea naturalmente» (Le ragioni dei 4 sì, «Diario»).

Ancora: sono mai esistiti gli embrioni uccisi in massa per esperimenti, anche grazie al loro costo minimo rispetto a quello degli animali? Assolutamente no: anch’essi si lasciano uccidere, senza gridare, per solidarietà. L’uccisione degli embrioni, mai definita col suo nome, diviene infatti «un’azione di solidarietà con chi soffre», «per valorizzare la dignità umana che riconosciamo all’embrione» (volantino del Comitato pro referendum, a cura del senatore Lanfranco Turci). «Sì a salute, ricerca, maternità», insomma (volantino di Rifondazione); "Sì, per nascere, guarire, scegliere" (volantino del Comitato). Come opporsi? Con che coraggio boicottare un referendum che aprirà le porte allo splendore del paradiso in terra, a questi vortici avvolgenti di solidarietà globale?
Penso che non possiamo che arrenderci, anche perché, tra i gadgets in arrivo, sembra essere stata programmata anche una cartolina, con il carillon interno, che suoni, ad aprirla, una vecchia canzone di Gaber: "La mia vita di ogni giorno/ è preoccuparmi di ciò che ho intorno/ sono sensibile ed umano/ probabilmente sono il più buono/ ho dentro il cuore un affetto vero/ per i bambini del mondo intero/ ogni tragedia nazionale/ è il mio terreno naturale/ perché dovunque c’è sofferenza/ sento la voce della mia coscienza/… È il potere dei più buoni, è il potere dei più buoni…/ La mia vita di ogni giorno/ è preoccuparmi di ciò che ho intorno/ ho una passione travolgente/ per gli animali e per l’ambiente/ penso alle vipere sempre più rare/ e anche al rispetto delle zanzare/ in questi tempi così immorali/ io penso agli habitat naturali/ penso alla cosa più importante/ che è abbracciare le piante". Nella cartolina, sembra, vi saranno anche alcune frasi, di Veronesi, Sartori e di qualche dirigente dei Verdi: ogni occasione, anche il referendum sullo sterminio o meno degli embrioni umani, deve essere occasione per educare la gente al rispetto per gli animali e le piante. Viva gli scimpanzè, i girini e le "vipere sempre più rare".
 
da Avvenire 31 maggio 2005
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