sabato, luglio 30, 2005
Decalogo della bontà
 
Sorridi nella monotonia del dovere quotidiano,
per non rattristare chi ti vive accanto.
Taci quando ti accorgi che qualcuno ha sbagliato,
per non ferirlo con l’umiliazione.
Elogia il fratello che ha fatto il bene.
Rendi un servizio a chi ti è sottoposto.
Stringi cordialmente la mano a chi è nella preoccupazione
 o nella tristezza.
Guarda con affetto chi nasconde un dolore
e forse è più nervoso del solito.
Riconosci umilmente il tuo torto e chiedi perdono
 se hai offeso qualcuno.
Saluta affabilmente gli umili,
 quelli che si sentono abbandonati o messi da parte.
Parla con dolcezza agli impazienti e agli importuni.
Fa’ tutto in modo che Dio, nel tuo fratelli,
 sia sempre contento di te.
 
 
 
Essere buoni è un’avventura ben più grande e ardita
che fare il giro del mondo in una barca a vela
Chesterton
 
E’ necessario tre due parole scegliere quella più debole,
la minore, la più casta, la più dolce
P. Valere
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sabato, luglio 30, 2005
Il Perdono d’Assisi
Il “Perdono d’Assisi”, propriamente detta “Indulgenza della Porziuncola” è un’indulgenza plenaria, in favore dei vivi e dei defunti, concessa a quei fedeli che da mezzogiorno dal 1 agosto alla mezzanotte del 2 agosto (con il consenso dell’Ordinario da mezzogiorno del sabato a mezzanotte di domenica) visiteranno la chiesa di S. Giovanni o una chiesa parrocchiale recitando il Credo o il Padre Nostro. Entro i 15 giorni precedenti o seguenti si devono adempiere le tre solite condizioni: Confessione, Comunione sacramentale e preghiera secondo l’intenzione del Papa (Pater, Ave o altre).
L’Indulgenza della Porziuncola sarebbe stata concessa, secondo la tradizione, da Cristo stesso a S. Francesco su sua preghiera e confermata dal Papa Onorio III nel 1216.  
 
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giovedì, luglio 21, 2005
Voglia di religione
Le riflessioni del sociologo e filosofo Zygmunt Bauman sulla volubile identità postmoderna ci aiutano a capire le contraddizioni in cui si dibattono gli uomini contemporanei. Anche il fenomeno religioso non si sottrae, secondo Bauman, alla fondamentale ambivalenza del nostro tempo.
Professor Bauman, la democrazia può fare a meno della religione?
«Si può argomentare in due modi. Alcuni dicono che se non c'è Dio, tutto è possibile; altri dicono che se c'è Dio, tutto è obbligatorio. La religione può essere usata per aggiungere sostanza alla democrazia, ma può anche essere usata come ghigliottina che la decapita (come sembra fare Bush, che sostiene di ricevere istruzioni direttamente da Dio, e per questo sostiene di non aver bisogno di altra opinione). La storia delle religioni precede la democrazia di millenni - ed è stata macchiata da azioni sanguinose in nome della verità incontestabile, perché rivelata. Cornelius Castoriadis, com'è noto, ha connesso la democrazia alla convinzione secondo cui le società sono formate dalle scelte e dalle azioni dei suoi membri, dal momento che non sono preordinate né determinate dalle ferree leggi della storia. E io credo che come non ci sia ritorno al Paradiso dopo aver provato il frutto dell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male, così non c'è ritorno al rifugio della Divina Catena dell'Essere dopo aver provato i frutti dell'albero dell'Autodeterminazione. O almeno spero che sia così».
Molti autori, però, sottolineano come la religione sia un fattore che alimenta la solidarietà nelle società post-metafisiche.
«La religione è una spada a doppio taglio e nessun tipo di fine argomentazione filosofica modificherà questo dato. L'altra faccia della medaglia della solidarietà che la reli gione ha promosso è stata spesso l'inimicizia verso i pagani e gli eretici. […]. Credo tuttavia che il crescente interesse nella fede (che sta per "fiducia"!) sia una reazione prevedibile al vortice delle manie fugaci e delle mode passeggere (che esprimono inattendibilità e assenza di fiducia). Ciò che alimenta l'interesse presente per gli afflati religiosi è il fatto che la moda attuale costituisce essa stessa una manifestazione di speranza, che mette fine alle mode ed emancipa da una vita nomade, vagabonda, scossa dal loro cambiamento continuo. In altre parole, questo interesse nasce dalla fame, dalla ricerca per il "lungo termine" perduto, per fini e prospettive che durano più di questo o quell'episodio - con un'aspettativa se non più lunga, almeno commensurata all'arco di vita individuale. Anche se non è possibile dire se il processo seguirà il corso suggerito dalla ragione che lo ha messo in atto».
Si potrebbe dire allora che la grande costernazione e lutto collettivo seguiti alla morte di Giovanni Paolo II siano una testimonianza della speranza di immortalità di uomini post-moderni?
«La reazione emotiva di massa alla morte di un grande uomo testimonia il "bisogno di infinito"? O non è piuttosto perfettamente in linea con la modalità moderna "liquida" di vivere per episodi, condensando il "sempre" nell'"ora", l'"essere" negli "eventi" e celebrando la transizione contro la durata? [...] Abbiamo pianto la partenza di un unico, irripetibile e insostituibile essere umano come la fine di un'era - mettendo in discussione il fatto che la continuità della Chiesa non è scossa dalla mortalità dei suoi abitatori. L'inquietante possibilità è che la nostra risposta alla morte di Giovanni Paolo II, predicatore di amore e vita, pace e perdono, segua il sentiero, comune oggigiorno, dell'adorazione degli idoli - che sono al centro dell'attenzione pubblica e oggetto di venerazione di massa precisamente perché non pongono grandi domande e non richiedono un impegno durevole; v anno e vengono, nascono da chissà dove per sparire di nuovo ed essere rimpiazzati da una serie infinita di altri "come loro" in attesa. Questa è solo una possibilità, ma c'è molto nelle nostre vite che la rende probabile. Giovanni Paolo II voleva lasciare dietro di sé una traccia duratura sulle coscienze: ma quanti di quelle migliaia corse in piazza San Pietro ha letto qualcuno tra i suoi scritti, studiato i suoi messaggi? Spero che i prossimi anni dimostreranno che avevo torto». [...]
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martedì, luglio 19, 2005
I giochi estremi dei giovani
"I giochi estremi dei giovani" è il titolo del nuovo libro di Carlo Climati, pubblicato dalle Edizioni Paoline. Si tratta del terzo volume che il giornalista-scrittore romano dedica all’analisi delle tendenze più attuali dei ragazzi di oggi, dopo altri due fortunati saggi, più volte ristampati e tradotti in varie lingue: “I giovani e l’esoterismo” e “Il popolo della notte”.
Con questo nuovo volume, l’autore propone un altro tema di grande attualità: la non-cultura dell’estremo: le mode, gli hobby e i giochi “oltre ogni limite” che caratterizzano il tempo libero dei ragazzi.
I giovani di tutti i tempi amano il confine e premono per cambiare le regole del mondo. Questa forza è, da sempre, portatrice di inquietudini, ma anche di novità. Dietro le richieste delle nuove generazioni di rompere con alcune regole consolidate c’è la domanda di un nuovo che deve farsi spazio.
I giovani e i giovanissimi di questi decenni manifestano una voglia di estremo, un bisogno di cercare l’eccesso e il pericolo. Dagli sport estremi all’abbigliamento trasgressivo, dalla musica ai videogiochi violenti, dalla pittura sui muri al satanismo “fatto in casa”, dai suicidi collettivi via Internet alle bombe fabbricate “in rete”, dalla pornografia al collezionismo di cartoni animati e film sanguinari… quello che sembra contare di più è la possibilità di misurarsi con il rischio e con l’eccesso. Perché? Quale domanda è contenuta in queste manifestazioni?
Carlo Climati individua alcuni percorsi del “pianeta giovani” e li analizza alla luce di fatti di cronaca e di tendenze sempre più emergenti. Anche questo terzo volume si muove nello stile dell’inchiesta giornalistica. Non intende esaminare l’argomento dal punto di vista sociologico, ma analizzare fatti di cronaca e tendenze giovanili che sono sotto gli occhi di tutti.
Lo spirito del libro è fondamentalmente positivo. Climati non si limita, semplicemente, a fare un lungo elenco di orrori o di mode raccapriccianti. Ogni capitolo si conclude sempre con una parte propositiva e con una serie di consigli per cercare di trovare una soluzione ai vari problemi.
Proprio per questa caratteristica, il libro è adatto a tutti coloro che si interessano ai giovani e vivono con loro: genitori, educatori, insegnanti, animatori e operatori pastorali.
Al termine del volume c’è un’ampia bibliografia, suddivisa secondo i vari temi, ed un glossario con la spiegazione di alcuni termini ed argomenti utilizzati nel corso dell’inchiesta.
Il prezzo del libro è di euro 12,50. ed. Paoline
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martedì, luglio 19, 2005

Beato Piergiorgio Frassati Laico

4 luglio

Torino, 6 aprile 1901 - Torino, 4 luglio 1925

Nasce a Torino da una ricca famiglia borghese di stampo liberale: la madre, Adelaide Ametis una nota pittrice; il padre, Alfredo Frassati, nel 1895, a poco più dì trentasei anni, ha fondato il quotidiano La Stampa; nel 1913 è il più giovane senatore del Regno e nel 1922 è ambasciatore d'Italia a Berlino. Insomma i Frassati sono allora una delle tre o quattro famiglie che contano in quella Torino che si va trasformando in metropoli ricca di industrie e soggetta a massicce immigrazioni operaie. Ma se la situazione della famiglia è confortevole e stimolante dal punto di vista del prestigio sociale, essa è invece triste dal ponto di vista dei legami affettivi. Padre e madre vivono un accordo difficile e assai formale, mantenuto unicamente per il decoro e per i figli: il papa è sempre occupato "altrove", tra i grandi problemi del giornale e della vita pubblica, la mamma si ripaga con brillanti relazioni sociali.

Nasce nel 1901 a Torino in una famiglia della ricca borghesia: suo padre è Alfredo Frassati noto giornalista e la mamma è Adelaide Ametis affermata pittrice.
Passa una giovinezza serena e tranquilla; la famiglia è stata arricchita dalla nascita, nel 1902, della sorella Luciana. I due fratelli cresceranno assieme e saranno sempre strettamente uniti. Dopo l'infanzia vengono istruiti privatamente e successivamente avviati alle scuole statali, ma Pier Giorgio in questi primi studi non mostra molta attenzione; nel 1909 subisce una bocciatura. Successivamente viene iscritto al "Massimo d'Azeglio", ma, a causa del perdurare di una non brillante carriera scolastica, la famiglia lo affida al salesiano don Cojazzi (che in seguito scriverà una entusiasmante biografia di Pier Giorgio) che oltre ad insegnargli la letteratura lo accosterà alla spiritualità cristiana.
In quel periodo l'ltalia vive momenti sociali ed economici importanti e in particolare Torino inizia un accentuato sviluppo imprenditoriale e l'economia passa da uno status tipicamente rurale a uno sempre più industrializzato. La politica governativa trova nel giornale "La Stampa", diretto dal padre di Pier Giorgio, un forte ed equilibrato sostegno. Pier Giorgio in questo contesto viene a conoscenza delle difficoltà in cui si dibattono gli operai costretti a subire incertezze economiche e anche il tracollo delle aziende. Entra in contatto con la povertà: durante il liceo comincia a frequentare le Opere di san Vincenzo a cui dedica molto del suo tempo libero.
E' un giovane molto vivace, legato agli amici con cui ama spesso affrontare impegnative escursioni in montagna. Date le disponibilità economiche della famiglia, si reca d'estate ad Alassio o a Forte dei Marmi. Nel 1917-18 frequenta il liceo presso i gesuiti: il latino continua a creargli qualche pensiero. Però scopre che, attraverso l'applicazione continuativa e volenterosa, i buoni risultati possono essere anche alla sua portata.
Si iscrive a diverse congregazioni e associazioni cattoliche, si accosta con frequenza alla comunione, anzi aderisce alla "Crociata Eucaristica" e frequenta la Congregazione Mariana che lo inizia al culto della Madonna. Le sue letture spirituali preferite sono pagine di san Paolo e di sant'Agostino.
Quando l'Italia affronta ancora la guerra, il giovane Pier Giorgio vive con dispiacere e amarezza le tristi vicende. A una cameriera di casa, che già aveva perso un fratello al fronte, un giorno chiede: "Natalina, non darebbe lei la vita per far cessare la guerra?". Alla risposta negativa della giovane donna, con forza replica: "Io sì che la darei, anche oggi stesso".
Conscio che il dovere cristiano impone soprattutto preparazione attiva per i compiti di servizio alla società civile, scriverà in occasione della marcia su Roma del 1922 "In questo momento grave attraversato dalla nostra patria, noi cattolici e specialmente noi studenti abbiamo un grande dovere da compiere: la formazione di noi stessi: noi, che per grazia di Dio siamo cattolici, non dobbiamo sciupare i migliori anni della nostra vita, come purtroppo fa tanta infelice gioventù, che si preoccupa di godere di quei beni, che non arrecano bene, ma che portano per frutto l'immoralità della nostra società moderna. Noi dobbiamo temprarci per essere pronti a sostenere le lotte che dovremo certamente combattere".
Dopo la maturità si iscrive al politecnico di Torino e superando i contrasti in famiglia sceglie come indirizzo Ingegneria industriale. Fin dai primi momenti ha in mente il settore minerario per poter dedicarsi, una volta conseguita la laurea, a un lavoro vicino agli operai delle miniere. Pier Giorgio deve sudare sui libri universitari anche perché è sempre molto impegnato nelle attività caritative e associative. Dai suoi scritti traspare come egli senta lo studio come dovere e come utile preparazione all'attività professionale.
Durante la vita universitaria, nel 1923, incontra Laura Idalgo: amicizia che, data la diversità della classe sociale della famiglia di lei, non è molto ben accettata in casa Frassati. Pier Giorgio comincia a soffrire le sue prime pene d'amore.
Rimane però attivo e sereno. Fonda con i suoi amici più cari una "società" allegra che viene denominata "Tipi loschi": sono giovani attenti ad aiutarsi nella vita interiore e nell'affrontare l'assistenza dei poveri e degli emarginati. Quando la sorella Luciana gli regala 1000 lire (una cifra notevole per l'epoca) assegna questa somma parte alla Conferenza di San Vincenzo e parte a un circolo culturale. Matura sempre più l'idea che la professionalità deve costituire un mezzo per essere a disposizione e al servizio del prossimo, bisognoso di aiuto discreto e concreto. Nel 1925 la sorella si sposa.
Tra i genitori iniziano forti contrasti; proprio in vicinanza della laurea, per stare vicino al padre che stava maturando l'idea di staccarsi dalla moglie, accetta la collaborazione a "La Stampa".
Nel 1925, anno che accoglierà le ultime attività terrene, manifesta sempre serenità e impegno; ma nei suoi scritti e nelle sue conversazioni comincia a insinuarsi il pensiero della morte. A causa di una polmonite fulminante muore il 4 luglio.
Chi era Pier Giorgio Frassati? Amico di tutti, espresse, nella sua pur breve vita, in tutte le sue azioni una fiducia illimitata e completa in Dio e nella Provvidenza. Affrontò le situazioni difficili con impegno, ma con serenità e letizia. Dedicava il tempo libero prevalentemente alle opere assistenziali a favore di poveri e diseredati. Viveva una vita normale ma proiettata verso l'impegno di servizio alla società e con disponibilità ai disegni di Dio. Nei ricordi degli amici viene accentuata la sua grande tranquillità d'animo e fiducia nei disegni della Provvidenza. A Pier Giorgio piaceva molto recarsi in montagna e così meglio avvicinarsi alla natura. Famosa è rimasta una sua foto che lo rappresenta impegnato in una escursione e sopra la quale per un amico aveva aggiunto la dedica "Verso l'alto": motto che riassume l'ispirazione della sua concezione di vita umana e spirituale.
E' stato beatificato il 20 maggio 1990.

 

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domenica, luglio 17, 2005
«Harry Potter? Anticristiano»
Harry Potter: buono o cattivo? Secondo Papa Benedetto XVI, la saga del giovane mago protagonista dei fortunati romanzi di Joanne K. Rowling «è una sottile seduzione che corrompe i giovani cristiani». È quanto si legge in due lettere, datate marzo 2003, inviate dall'allora cardinal Joseph Ratzinger alla sociologa tedesca Gabriele Kuby, autrice del libro Harry Potter: buono o cattivo. All'uscita del suo pamphlet, la scrittrice - convertita al cattolicesimo - ne inviò una copia all'allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ringraziando per l'omaggio ricevuto, in data 7 marzo 2003, Ratzinger si complimentava per il libro «istruttivo» e affermava: «È una buona cosa che lei chiarisca il caso di Harry Potter, perché contiene delle sottili seduzioni che agiscono in profondità e con grande effetto, e che corrompono i giovani cristiani nell'anima, ancor prima che questa sia completamente formata». In un secondo biglietto inviato alla scrittrice tedesca in data 27 maggio 2003, Joseph Ratzinger ringraziava nuovamente l'autrice del libro, accordandole il permesso di rendere pubblico il suo giudizio su Harry Potter.
Il carteggio, avvenuto quando il cardinal Ratzinger non era ancora Papa Benedetto XVI, è pubblicato sul sito della scrittrice tedesca (www.gabriele-kuby.de/harry_potter.html), ed è stato ripreso dal sito internet LifeSite. La critica che la sociologa tedesca avanza al maghetto inglese è di essere parte di un progetto culturale globale che dà alla magia e alle arti esoteriche uno spazio preponderante, finendo per mettere in secondo piano il cristianesimo. Inoltre -secondo Gabriele Kuby - l'atmosfera della scuola, dipinta nei romanzi, di costante minaccia di forze del male, incide profondamente sulle menti dei giovani lettori. Secondo la scrittrice tedesca, nei romanzi di Harry Potter non c'è poi un'autentica lotta del bene contro il male, perché non è chiaro dove sia il bene e il male. E l'aspetto umano delle persone verrebbe sottaciuto per dare spazio alla magia glorificando il mondo dei maghi. Infine, la dimensione trascendente della vita sarebbe ignorata e i simboli divini ne risulterebbero pervertiti, visto che il sovrannaturale avrebbe l'aspetto esclusivamente demoniaco.
Chi è Potter
La saga di Harry Potter è giunta ormai al suo sesto episodio.  Harry Potter è un ragazzo inglese (ormai cresciutello rispetto al primo episodio del 1997, quando aveva 11 anni) che frequenta una scuola un po' strana, la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, riservata ai maghi. Ogni anno nella scuola c'è un mistero, e il giovane mago riesce, con i suoi amici, a risolverlo. Misteri che molto spesso ruotano attorno a Voldemort, il signore del male, il cattivo per eccellenza, combattendo il quale i genitori di Harry Potter hanno perso la vita quando il piccolo mago aveva solo un anno. Alla fine delle avventure del protagonista dei romanzi di Rowling, si scopre che quelli che sembrano buoni non sono tutti buoni, e quelli che sembrano cattivi non sono tutti cattivi.
Il film
L'uscita in libreria dell'edizione italiana del nuovo episodio di Potter è prevista per metà settembre. E nel tardo autunno uscirà nei cinema anche il quarto episodio della serie cinematografica «Harry Potter e il Calice di fuoco».
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giovedì, luglio 14, 2005
La Libreria Editrice Vaticana e le Edizioni San Paolo pubblicano l’edizione italiana del Compendio
del Catechismo della Chiesa cattolica
 
a Libreria Editrice Vaticana ha scelto San Paolo come partner per l’edizione in lingua italiana del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Il documento, che sarà annunciato da Papa Benedetto XVI mercoledì 29 giugno, durante la solenne celebrazione per la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, contiene una formulazione dialogica e sintetica, pur completa e integra, del Catechismo della Chiesa Cattolica promulgato da Giovanni Paolo II il 15 agosto 1997.
“Il Compendio che ora presento alla Chiesa universale” – scrive il Papa nel Motu Proprio di presentazione - “è una sintesi fedele e sicura del Catechismo della Chiesa Cattolica. Esso contiene, in modo conciso, tutti gli elementi essenziali e fondamentali della fede della Chiesa, così da costituire, come era stato auspicato dal mio Predecessore, una sorta di vademecum, che consenta alle persone, credenti e non, di abbracciare, in uno sguardo d'insieme, l'intero panorama della fede cattolica”.
Tre infatti sono le caratteristiche principali del Compendio: la stretta dipendenza dall’edizione “maggiore” del Catechismo; il genere dialogico, a “domanda e risposta”, che consente di giungere all’essenzialità mediante una sequenza incalzante di interrogativi; e l'utilizzo delle immagini nella catechesi (“L'immagine è predicazione evangelica” – scrive il Papa – e “nella civiltà dell'immagine, l'immagine sacra può esprimere molto di più della stessa parola”).
Il Compendio è frutto del lavoro di una apposita Commissione costituita nel 2003 da Giovanni Paolo II e presieduta dall’allora cardinale Joseph Ratzinger. Come il Catechismo, si articola in quattro parti, in corrispondenza delle leggi fondamentali della vita in Cristo: la prima, intitolata «La professione della fede», contiene una sintesi della fede professata dalla Chiesa Cattolica (lex credendi); la seconda parte, intitolata «La celebrazione del mistero cristiano», presenta gli elementi essenziali della vita sacramentale (lex celebrandi). La terza, intitolata «La vita in Cristo», riguarda l'impegno che i battezzati hanno di manifestare nei loro comportamenti e nelle loro scelte etiche la fedeltà alla fede professata e celebrata (lex vivendi). La quarta parte, intitolata «La preghiera del Signore: Padre Nostro», offre una sintesi della lex orandi e cioè della vita di preghiera. Inoltre esso si rivolge non solo ai cattolici ma intende “soddisfare la fame di verità di quanti, senza essere fedeli, hanno sete di verità e di giustizia”. “Questo Compendio – conclude il Papa - per la sua brevità, chiarezza e integrità, si rivolge a ogni persona, che, vivendo in un mondo dispersivo e dai molteplici messaggi, desidera conoscere la Via della Vita, la Verità, affidata da Dio alla Chiesa del Suo Figlio”.
Il volume, pubblicato in coedizione da Libreria Editrice Vaticana ed Edizioni San Paolo, consta di 208 pagine, quindici riproduzioni d’arte a piena pagina, ed è disponibile in tutte le librerie, religiose e laiche, in due versioni: un formato tascabile a euro 9,50 e un formato grande a 18 euro.
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mercoledì, luglio 13, 2005

Riflettiamo un pò

In questo tempo tutto è vecchio, specialmente i giovani
E. Hello
 
 
Le sciocchezze che si fanno possono essere talvolta rimediate; quelle che si dicono sono irrimediabili
A. Berthet
 
 
I chiacchieroni sono i più discreti di tutti gli uomini:
parlano, parlano e non dicono niente
C. d’Houdetot
 
 
Non essere conosciuti dagli uomini e non dispiacersene:
è da saggi
Confucio
 
 
Nessuno può dubitare che i nove decimi del male fatto in questo mondo è fatto dal chiacchierone
Chesterton
 
 
Il credere in se stesso è una delle caratteristiche più comuni degli imbecilli
Chesterton
 
 
Non sa niente e crede di sapere tutto.
Questo fa chiaramente prevedere una carriera politica
B. Shaw
Nel migliore dei casi uno regala quello che gli piacerebbe per sé, ma di qualità inferiore
T. W. Adorno
 
 
Il dono spesso contiene egoismo o una certa forma di interesse
Don W. Fabbri
 
 
Chiesero a Papa Giovanni XXIII: “ Come fa, S. Padre a realizzare tante cose?”. Rispose: “tenendo sempre presente questa massima: Fare, saper fare, dar da fare, lasciar fare”
 
 
Un asino non diventa saggio vivendo in una biblioteca,
né un topo raggiunge la santità vivendo in una moschea
Proverbio arabo
 
 
Il vero tesoro dell’ uomo è la giovinezza:
il resto dei nostri anni è una serie d’inverni
P. de Rousad
 
 
Nella sventura dei nostri migliori amici, proviamo sempre qualche cosa che non ci dispiace
De la Rochefould
 
 
L’intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo
R. Kipling
La magia è l’arte di convertire la superstizione
in moneta sonante
A. Bierù
 
 
Sono più quelli che muoiono nella fuga di quelli che muoiono combattendo
S. Lagerlòf
 
 
Gli occhi ti dicono quello che uno è,
la bocca quello che uno è diventato
J. Galsworthy
 
 
I bambini si addormentano per non ascoltare
la barbosa ninna nanna che gli cantano
R. G. de la Serna
 
 
I ragazzi cominciano saltando i banchi
e finiscono assaltando le banche
R. G. de la Serna
 
 
Una giornata perduta è quella in cui non si è mai riso
N. de Chamfort
 
 
Non si diventa grandi uomini se non si ha il coraggio
 di ignorare le cose inutili
C. Dossi
Il numero di stupidaggini che una persona intelligente può dire in un giorno è incredibile. E senza dubbio ne direi anch’io tante come gli altri se non tacessi più spesso
A. Gide
 
 
Tutti gli uomini che in Italia si fanno da sé,
è evidente che si fanno piuttosto male
L. Sciascia
 
 
Dice un proverbio antico come il cucco che se un limone è privo del suo succo lo si può dare solo a un mammalucco
Don W. Fabbri
 
 
Non esiste una sola idea importante di cui la stupidità
 non abbia saputo servirsi.
 Essa è versatile e può indossare tutti i vestiti della verità.
 La verità invece ha un vestito solo e una sola strada,
ed è sempre in svantaggio
R. Musil
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mercoledì, luglio 13, 2005

Riflettiamo un pò

Il successo nella vita sta nella conoscenza del proprio carattere.
 
 
Chi molto ama, non ha tempo di odiare
A.  Manzoni
 
 
Niente vi è di meglio al mondo che rendere un’anima meno triste
P. Verlaine
 
 
Gli amici si dividono in due categorie:
quelli che ti danno carbone quando nevica
e quelli che aggiungono un fiore a un mazzo di fiori.
Proverbio cinese
 
 
La disobbedienza verso i genitori annulla mille buone azioni
Proverbio cinese
 
 
La bocca del vecchi forse puzza,
ma le sue parole sono profumate
Proverbio africano
 
 
Se non sapete sorridere, non aprite un negozio
Proverbio orientale
 
 
E’ meglio il poco e buono che il molto e cattivo
 
Poche amicizie sopravviverebbero,
se ciascuno sapesse ciò che il suo amico dice di lui in sua assenza
B. Pascal
 
 
L’umiltà è la virtù più difficile da conquistare; niente è più duro a morire del desiderio di pensar bene di se stessi
T. Eliot
 
 
Se vuoi essere felice per tutto un anno vinci alla ,lotteria;
se vuoi essere felice per sempre, ama quello che fai
M. H. Clark
 
 
Volete essere felici è per un istante? Vendicatevi!
Volete essere felici per sempre? Perdonate!
H. D. Lacordaire
 
 
L’amore per i libri è il tuo lasciapassare per il più grande amore, per il più puro e il più perfetto piacere che Dio abbia dato alle sue creature.
Ti rimarrà quando non avrai più altri svaghi.
Ti darà ore di gioia finchè vivrai
A. Trollope
 
 
E’ già uomo colui che uomo sarà
Tertulliano
 
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giovedì, luglio 07, 2005

Telegramma di cordoglio per le vittime degli attentati di Londra (07 luglio 2005)
«Vi sono vicino in questo momento di dolore»

Messaggio inviato tramite il segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano.


Sua eminenza
Cardinale Cormac Murphy O’Connor
Arcivescovo di Westminster
Profondamente rattristato dalla notizia degli attentati terroristici che hanno colpito Londra, il Santo Padre prega per le vittime e per tutti coloro che soffrono. Mentre deplora questi atti barbarici compiuti contro l’umanità, Sua Santità vi chiede di esprimere alle famiglie dei feriti la sua vicinanza spirituale in questo momento di dolore. Sulla popolazione britannica, Benedetto XVI invoca la consolazione che solo il Signore sa dare in simili circostanze.
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