ABBIAMO TUTTO, NON CI BASTA PIU’ NIENTE
Oggi la mia generazione, in questo mondo che va alla deriva, senza idoli ed eroi da emulare, senza esempi da seguire, si perde.
Si perde perché non c’è una meta da raggiungere, un ideale, non c’è sorriso, né serenità, né valori.
E allora dobbiamo guardarci indietro, per andare avanti, perché la vita che vivremo è la storia della nostra infanzia e la famiglia è la nostra base.
Credo che la famiglia sia il punto di partenza di ognuno di noi, oggi si dice che dobbiamo riscoprirla, perché non esiste più.
Come non esistono più i rapporti tra genitori e figli, i dialoghi tra le persone.
Oggi dobbiamo avere tutto e subito, senza fatica. Tutte cose materiali da poter mostrare a chi ci circonda. Il telefonino ultimo modello, il motorino, il casco, la maglia e le scarpe firmate.
Non ci fermiamo a pensare, i sentimenti non esistono più, non ci fermiamo a pensare, a confrontare le idee, a gioire di una giornata di sole, a respirare l’odore della primavera. No! Tutti sopra i motorini senza una meta, da un bar a una discoteca cercando di far passare il tempo.
Non mi riconosco nella mia generazione, anche se “devo” cercare di adattarmi, altrimenti rimango isolata e non voglio.
Mi ritengo privilegiata perché ho una famiglia fantastica, due genitori che mi hanno insegnato a pensare con la mia testa, a non seguire le massa, ma i miei principi. Una mamma che ha scelto di fare la mamma a tempo pieno, che le basta uno sguardo per capirti, che ti sprona, che ti incita, ti parla sempre e di tutto, che fa del dialogo la sua arma vincente. Mi dice sempre che i problemi si risolvono col dialogo, dobbiamo avere il coraggio di parlare di qualsiasi cosa e se ci riusciamo ci sentiamo più leggeri e pronti ad affrontarla; dovremo ridere più spesso e sorridere sempre. Penso che ai miei coetanei manchi proprio questo, il poter contare sui genitori, genitori che, come i miei, ti spieghino cosa devi o non devi fare, quello che è giusto o quello che è sbagliato, che ti dicono no e ti spiegano perché è no, che ti ascoltano anche se ripeti le stesse cose.
Vorrei che i ragazzi della mia età provassero le stesse mie sensazioni.
La mia serenità dipende dall’avere una famiglia, perché tutto quello che viene dall’esterno è solo nullità, superficialità, inganno.
Basta accendere la televisione e mi chiedo come facciano tutti questi giovani a sentirsi così gratificati per un passaggio in tv.
Il punto d’arrivo per molte ragazze è fare la “letterina” o partecipare al Grande Fratello. Sono questi gli eroi da emulare? Ma veramente non c’è niente di meglio?
Erika, 16 anni, Lastra a Signa (Fi)
