INCHIESTA
DIECI MILIONI DI ITALIANI VITTIME DELL’ASTROLOGIA
UN POPOLO DI CREDULONI
Maghi, riviste, libri e segni zodiacali che popolano perfino la Rai: un mercato che vale 5 miliardi di euro. I consigli degli esperti per sottrarsi alla schiavitù dell’oroscopo.
Dimmi che segno hai e ti dirò chi sei. Non c’è conversazione che non tiri in ballo l’oroscopo, soprattutto in questi giorni di passaggio da un anno all’altro. E così ben 10 milioni di italiani creduloni affidano alle stelle il loro futuro, anzi a circa 22.000 astrologi e maghi che attirano 25.000 "vittime" ogni giorno. Una moltitudine di donne (56 per cento), di uomini (40 per cento) e perfino bambini e ragazzini (4 per cento) che sperano di risolvere "magicamente" i loro problemi, molto spesso con effetti drammatici su tante famiglie (3 milioni in tutto) per i grossi debiti contratti per pagare costosi "consulti". Soldi che alimentano un gigantesco giro d’affari stimato in 5 miliardi di euro, per la maggior parte (98 per cento) "esentasse".
Si tratta ovviamente di stime al ribasso, perché, stando alla Lega consumatori (Acli), solo il 5 per cento delle vittime di questi raggiri sporge denuncia per reati che vanno dalla truffa alla circonvenzione d’incapace, dall’estorsione, anche aggravata, fino all’esercizio abusivo della professione medica e psicologica, per citarne solo alcuni. Senza dimenticare che basta fare un giro in libreria e cercare nel reparto "astrologia" o "esoterismo" per verificare che il mercato tira bene: sono infatti ben 40 gli editori che si occupano esclusivamente o prevalentemente di astrologia e che inondano gli scaffali con un migliaio di titoli (dei quali oltre 30 usciti solo nell’ultimo anno). Cui si aggiungono 15 riviste specializzate, ben infarcite di pubblicità che reclamizzano ogni sorta di indovini e maghi, per non parlare dei tanti oroscopi diffusi quasi in tutta la stampa e perfino nella Tv di Stato.
Una pura invenzione
Ma com’è possibile che l’astrologia possa avere una presa di massa? E quali basi scientifiche ha? Sgombriamo subito il campo dalla pretesa scientificità (vedi intervista al fisico Antonino Zichichi). Alla voce "astrologia" e "zodiaco" dell’Enciclopedia dell’Astronomia e della Cosmologia della Garzanti si legge: «L’interpretazione dell’oroscopo per dedurre il destino dell’individuo è un’operazione totalmente arbitraria», e che «chiunque abbia un po’ di confidenza con l’astronomia (che, invece, è la scienza che studia i corpi celesti) non può avere alcun dubbio sul fatto che l’astrologia è un’assurdità». Anche la legge (articolo 121 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) nega il diritto di cittadinanza ai maghi, codificandoli, in termini perentori ma chiarissimi, come "ciarlatani" e vietandone il mestiere.
E allora perché continuano ad agire indisturbati, proponendo i loro "servigi" pubblicizzati addirittura sulle Pagine Gialle alla voce "astrologia", o sul servizio Televideo della Rai, su Mediavideo di Mediaset e in una miriade di Tv locali e nazionali (anche se una recente sentenza del Tar del Lazio vieta, finalmente, le trasmissioni di astrologia, cartomanzia e pronostici tra le 23 e le 7)?
Un telefono per difendersi
Lo denuncia senza soste, ormai da anni, Giovanni Panunzio, storico fondatore di Telefono Antiplagio (telefono 338/83.85.999; sito: www.antiplagio. org): «Nonostante svariate volte la Polizia amministrativa sia intervenuta per sanzionare i maghi e disporre la chiusura dell’attività, i ciarlatani continuano a operare, perché sono leggi che non fanno paura. Occorrerebbero norme più severe in ambito penale. Ritengo sia grave anche il fatto che il servizio pubblico Rai dia spazio e dignità agli astrologi, inserendoli addirittura in pianta stabile all’interno di trasmissioni televisive, redazioni e giornali radio, e retribuendoli. Un insulto per chi paga il canone e le tasse. Ci appelliamo alla Rai affinché sia garantita almeno la par condicio», aggiunge Panunzio: «ogni volta che interviene un astrologo, sia data la parola anche a un astronomo o a uno scienziato. Se non lo fa il servizio pubblico, chi lo fa?».
L’oroscopo», prosegue Panunzio, «è utilizzato non solo dagli astrologi ma anche dai maghi, che lo usano per acquisire notizie sul patrimonio della vittima. Poi passano alla loro "specialità": pendolino, carte, sedute spiritiche e così via». L’astrologia quindi è un fenomeno sociale che oscilla tra costume e criminalità. Ma la preoccupazione riguarda, ovviamente, anche il piano religioso.
Padre Francesco Bamonte, sacerdote dei Servi del Cuore Immacolato di Maria ed esorcista a Roma, afferma che l’astrologia, priva di qualsiasi fondamento scientifico, presume di descrivere le predisposizioni alle malattie di una persona o la sua psicologia o addirittura di predire un futuro già scritto nelle stelle. «È assolutamente falso credere che gli unici responsabili del bene e del male – sia quello fisico, sia quello morale – sarebbero stelle e pianeti», dice padre Bamonte.
Dieci milioni di clienti
Chiediamo se tra quei 10 milioni di creduloni ci sono anche dei credenti. «Un cristiano non può accettare l’idea che il proprio futuro sia inscritto in anticipo nelle stelle, perché ciò porterebbe a negare all’uomo libertà e responsabilità. L’uomo è un essere libero. Noi orientiamo il nostro avvenire su questa terra e la vita dopo l’esistenza terrena, con gli atti, le scelte, le decisioni e gli impegni quotidiani. La vita umana non è soggetta inesorabilmente a una fatalità cieca e senza speranza: Dio ci ha creati liberi, anche se pesano su di noi numerosi condizionamenti».
Conoscere il futuro non è solo un desiderio degli adulti. In tempi di incertezze anche economiche, con scarse e malpagate possibilità di impiego, i giovani che tipo di atteggiamento hanno verso l’oroscopo? Carlo Climati, giornalista, da anni impegnato a confrontarsi anche personalmente con i ragazzi in dibattiti e conferenze e autore di alcuni libri che trattano in modo agile, ma approfondito i rischi che essi corrono con il mondo dell’occulto, risponde: «L’oroscopo, i segni zodiacali, la voglia di conoscere il futuro sono tra gli elementi più presenti tra i ragazzi. C’è chi crede profondamente nell’astrologia, chi non prende l’oroscopo troppo sul serio, ma comunque lo segue su giornali e riviste e chi utilizza i segni zodiacali come argomento per socializzare o per fare bella figura. Ho conosciuto, ad esempio», racconta Climati, «un ragazzo molto timido che aveva l’abitudine di portare con sé, alle feste, le tavole per calcolare l’ascendente. Utilizzava questo sistema per fare nuove amicizie». Esistono forme di oroscopo particolari per i giovani? «Il problema dell’oroscopo è che, purtroppo, può rappresentare una specie di "ponte" verso altre passioni o abitudini esoteriche e superstiziose, come talismani o amuleti».
Il telefono per i maghi è un proficuo e illecito mezzo per arricchirsi.
«A volte, in certe riviste per adolescenti, l’oroscopo diventa l’occasione per spingere i ragazzi a praticare piccoli riti magici. Si tratta di riti innocui, ma che rischiano di contribuire a creare una mentalità superstiziosa, spingendo a credere nel potere di oggetti. Sono discutibili, secondo me, anche certi oroscopi legati all’amore, in cui si pretende di dire con quale segno si andrebbe d’accordo. Comportamenti che rischiano di condizionare i rapporti umani».
In discoteca si usa l’oroscopo? «Sì, occasionalmente. Negli ultimi anni si è diffusa la presenza dell’astrologo e del cartomante nelle discoteche, soprattutto quando vengono organizzate feste ispirate a temi esoterici, nel periodo di Halloween. Tra un ballo e l’altro, i giovani hanno la possibilità di farsi fare l’oroscopo, di interrogare le carte o di farsi leggere la mano».
Da chi ereditano, i giovani, la voglia di "leggere il futuro"? «Un tempo l’educazione era il frutto di pochi maestri», aggiunge Climati: «I genitori, la scuola e gli educatori religiosi. Oggi i ragazzi sono "educati", anche, dalla Tv, da Internet, dalle canzoni, da certe riviste per adolescenti. Quando si è soli, poi, è molto più facile essere strumentalizzati e indottrinati». Avviene, a una certa età, il distacco da questa forma di divinazione-superstizione? «Dipende. Alcuni ragazzi compiono un percorso di maturazione o di fede cristiana, e allora si allontanano. Altri, purtroppo, passano dall’astrologia a esperienze successive nel mondo dell’esoterismo». Perché tanti ragazzi oltre che all’oroscopo ricorrono alla magia e all’occultismo? «Alla base ci sono sicuramente paure, incertezze, timori per il futuro, alimentati dalla noncultura dell’apparenza e dell’immagine. Il mondo, dominato dai più belli e dai più forti, appare difficile da affrontare. Tanti ragazzi tendono a chiudersi nel proprio guscio, magari affidandosi all’oroscopo, alla lettura delle carte, agli amuleti e ai talismani per cercare un aiuto nell’affrontare la vita. Certi meccanismi sono profondamente diseducativi perché rappresentano il trionfo della non cultura, del non impegno e del "voglio tutto e subito, senza sforzarmi"».
Un appello ai "pastori"
Come difendersi da certi rischi? «È necessario innanzitutto promuovere una cultura dell’impegno, che valorizzi i piccoli sforzi della vita quotidiana per raggiungere un particolare obiettivo: ad esempio, lo sforzo che si fa per studiare e superare un esame o per conquistare una ragazza. Inoltre, è opportuno promuovere una sana cultura del limite, educare a capire che nella vita non si può avere tutto e far accettare ai ragazzi i propri limiti. Insomma, occorre ascoltare i giovani, aiutandoli a capire che astrologia e magia non sono una soluzione per i propri problemi».
Ne è convinto, infine, anche don Alfonso d’Errico, rettore della Basilica di San Tammaro vescovo di Grumo Nevano (Napoli), che di esperienza in materia ne ha tanta, visto che di gente disperata che si rivolge all’astrologo ne incontra molta. E lancia un appello a tutti gli operatori pastorali: «I giovani, le persone sono soli, sempre più soli. Occorre dedicare più tempo all’ascolto personale, bisogna far crescere in loro Gesù Cristo, perché di lui solo, anche solo inconsapevolmente, hanno sete».
IL FUTURO AL TELEFONO COSTA 40 EURO
La segreteria telefonica spiega che la chiamata costerà 1,80 euro al minuto Iva compresa con uno scatto alla risposta di 6 centesimi Iva compresa, per un massimo di otto minuti. È uno dei tanti numeri a pagamento di astrologi pubblicizzati sulle riviste specializzate. Spesso, questi numeri funzionano attraverso call center ben organizzati. L’astrologo mette il nome (per la pubblicità), ma al telefono rispondono ragazzi e ragazze che si qualificano come "assistenti" (o comunque astrologi). È una forma di raggiro. Così come lo è quella di molti consulti astrologici in programmi tv: si pensa che sia tutto in diretta, invece la chiamata, e la relativa consulenza del mago, sono registrati.
Al numero che ho scelto di comporre mi risponde una voce di ragazza. Le chiedo di parlare con l’astrologo titolare. Lei mi fa attendere qualche secondo (sto già pagando la chiamata), ma il titolare sembra non sia reperibile. «Se vuole può parlare con me», dice, «lavoro nel suo studio» (studio o, piuttosto, call center?). Accetto. «Ho bisogno della data di nascita tua e della persona coinvolta». Inizia, così, il consulto per una (inventata) storia d’amore finita male. Ma otto minuti sono un batter d’occhio. «Se cade la linea, mi richiami subito e ti rispondo io». Così è. La chiamata si interrompe, ma lei ha appena cominciato ad analizzare le congiunzioni dei pianeti. Così, seconda chiamata. Lei parla con tono dolce, amichevole, confidenziale. Mi tiene al telefono il più a lungo possibile, chiedendomi come mi sento, dispensandomi consigli sulla vita sentimentale (nemmeno fosse la mia migliore amica), il tutto intervallato da lunghe pause di silenzio (peccato che si paghino anche quelle).
La linea cade di nuovo. Terza chiamata. Le domando per quali motivi la gente telefona. E lei: «La maggior parte per amore, molti per il lavoro; per le malattie no, non siamo autorizzati». Poi aggiunge: «L’oroscopo giornaliero è un gioco. Ma l’astrologia su base soggettiva è attendibile, per chi ci crede». La saluto. «Fammi sapere come vanno le cose», dice. Faccio un calcolo: 40 euro per quasi 23 minuti. Ho seri dubbi che accetterò il suo invito.
Giulia Cerqueti
DIECI MILIONI DI ITALIANI VITTIME DELL’ASTROLOGIA
UN POPOLO DI CREDULONI
Maghi, riviste, libri e segni zodiacali che popolano perfino la Rai: un mercato che vale 5 miliardi di euro. I consigli degli esperti per sottrarsi alla schiavitù dell’oroscopo.
Dimmi che segno hai e ti dirò chi sei. Non c’è conversazione che non tiri in ballo l’oroscopo, soprattutto in questi giorni di passaggio da un anno all’altro. E così ben 10 milioni di italiani creduloni affidano alle stelle il loro futuro, anzi a circa 22.000 astrologi e maghi che attirano 25.000 "vittime" ogni giorno. Una moltitudine di donne (56 per cento), di uomini (40 per cento) e perfino bambini e ragazzini (4 per cento) che sperano di risolvere "magicamente" i loro problemi, molto spesso con effetti drammatici su tante famiglie (3 milioni in tutto) per i grossi debiti contratti per pagare costosi "consulti". Soldi che alimentano un gigantesco giro d’affari stimato in 5 miliardi di euro, per la maggior parte (98 per cento) "esentasse".
Si tratta ovviamente di stime al ribasso, perché, stando alla Lega consumatori (Acli), solo il 5 per cento delle vittime di questi raggiri sporge denuncia per reati che vanno dalla truffa alla circonvenzione d’incapace, dall’estorsione, anche aggravata, fino all’esercizio abusivo della professione medica e psicologica, per citarne solo alcuni. Senza dimenticare che basta fare un giro in libreria e cercare nel reparto "astrologia" o "esoterismo" per verificare che il mercato tira bene: sono infatti ben 40 gli editori che si occupano esclusivamente o prevalentemente di astrologia e che inondano gli scaffali con un migliaio di titoli (dei quali oltre 30 usciti solo nell’ultimo anno). Cui si aggiungono 15 riviste specializzate, ben infarcite di pubblicità che reclamizzano ogni sorta di indovini e maghi, per non parlare dei tanti oroscopi diffusi quasi in tutta la stampa e perfino nella Tv di Stato.
Una pura invenzione
Ma com’è possibile che l’astrologia possa avere una presa di massa? E quali basi scientifiche ha? Sgombriamo subito il campo dalla pretesa scientificità (vedi intervista al fisico Antonino Zichichi). Alla voce "astrologia" e "zodiaco" dell’Enciclopedia dell’Astronomia e della Cosmologia della Garzanti si legge: «L’interpretazione dell’oroscopo per dedurre il destino dell’individuo è un’operazione totalmente arbitraria», e che «chiunque abbia un po’ di confidenza con l’astronomia (che, invece, è la scienza che studia i corpi celesti) non può avere alcun dubbio sul fatto che l’astrologia è un’assurdità». Anche la legge (articolo 121 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) nega il diritto di cittadinanza ai maghi, codificandoli, in termini perentori ma chiarissimi, come "ciarlatani" e vietandone il mestiere.
E allora perché continuano ad agire indisturbati, proponendo i loro "servigi" pubblicizzati addirittura sulle Pagine Gialle alla voce "astrologia", o sul servizio Televideo della Rai, su Mediavideo di Mediaset e in una miriade di Tv locali e nazionali (anche se una recente sentenza del Tar del Lazio vieta, finalmente, le trasmissioni di astrologia, cartomanzia e pronostici tra le 23 e le 7)?
Un telefono per difendersi
Lo denuncia senza soste, ormai da anni, Giovanni Panunzio, storico fondatore di Telefono Antiplagio (telefono 338/83.85.999; sito: www.antiplagio. org): «Nonostante svariate volte la Polizia amministrativa sia intervenuta per sanzionare i maghi e disporre la chiusura dell’attività, i ciarlatani continuano a operare, perché sono leggi che non fanno paura. Occorrerebbero norme più severe in ambito penale. Ritengo sia grave anche il fatto che il servizio pubblico Rai dia spazio e dignità agli astrologi, inserendoli addirittura in pianta stabile all’interno di trasmissioni televisive, redazioni e giornali radio, e retribuendoli. Un insulto per chi paga il canone e le tasse. Ci appelliamo alla Rai affinché sia garantita almeno la par condicio», aggiunge Panunzio: «ogni volta che interviene un astrologo, sia data la parola anche a un astronomo o a uno scienziato. Se non lo fa il servizio pubblico, chi lo fa?».
L’oroscopo», prosegue Panunzio, «è utilizzato non solo dagli astrologi ma anche dai maghi, che lo usano per acquisire notizie sul patrimonio della vittima. Poi passano alla loro "specialità": pendolino, carte, sedute spiritiche e così via». L’astrologia quindi è un fenomeno sociale che oscilla tra costume e criminalità. Ma la preoccupazione riguarda, ovviamente, anche il piano religioso.
Padre Francesco Bamonte, sacerdote dei Servi del Cuore Immacolato di Maria ed esorcista a Roma, afferma che l’astrologia, priva di qualsiasi fondamento scientifico, presume di descrivere le predisposizioni alle malattie di una persona o la sua psicologia o addirittura di predire un futuro già scritto nelle stelle. «È assolutamente falso credere che gli unici responsabili del bene e del male – sia quello fisico, sia quello morale – sarebbero stelle e pianeti», dice padre Bamonte.
Dieci milioni di clienti
Chiediamo se tra quei 10 milioni di creduloni ci sono anche dei credenti. «Un cristiano non può accettare l’idea che il proprio futuro sia inscritto in anticipo nelle stelle, perché ciò porterebbe a negare all’uomo libertà e responsabilità. L’uomo è un essere libero. Noi orientiamo il nostro avvenire su questa terra e la vita dopo l’esistenza terrena, con gli atti, le scelte, le decisioni e gli impegni quotidiani. La vita umana non è soggetta inesorabilmente a una fatalità cieca e senza speranza: Dio ci ha creati liberi, anche se pesano su di noi numerosi condizionamenti».
Conoscere il futuro non è solo un desiderio degli adulti. In tempi di incertezze anche economiche, con scarse e malpagate possibilità di impiego, i giovani che tipo di atteggiamento hanno verso l’oroscopo? Carlo Climati, giornalista, da anni impegnato a confrontarsi anche personalmente con i ragazzi in dibattiti e conferenze e autore di alcuni libri che trattano in modo agile, ma approfondito i rischi che essi corrono con il mondo dell’occulto, risponde: «L’oroscopo, i segni zodiacali, la voglia di conoscere il futuro sono tra gli elementi più presenti tra i ragazzi. C’è chi crede profondamente nell’astrologia, chi non prende l’oroscopo troppo sul serio, ma comunque lo segue su giornali e riviste e chi utilizza i segni zodiacali come argomento per socializzare o per fare bella figura. Ho conosciuto, ad esempio», racconta Climati, «un ragazzo molto timido che aveva l’abitudine di portare con sé, alle feste, le tavole per calcolare l’ascendente. Utilizzava questo sistema per fare nuove amicizie». Esistono forme di oroscopo particolari per i giovani? «Il problema dell’oroscopo è che, purtroppo, può rappresentare una specie di "ponte" verso altre passioni o abitudini esoteriche e superstiziose, come talismani o amuleti».
Il telefono per i maghi è un proficuo e illecito mezzo per arricchirsi.
«A volte, in certe riviste per adolescenti, l’oroscopo diventa l’occasione per spingere i ragazzi a praticare piccoli riti magici. Si tratta di riti innocui, ma che rischiano di contribuire a creare una mentalità superstiziosa, spingendo a credere nel potere di oggetti. Sono discutibili, secondo me, anche certi oroscopi legati all’amore, in cui si pretende di dire con quale segno si andrebbe d’accordo. Comportamenti che rischiano di condizionare i rapporti umani».
In discoteca si usa l’oroscopo? «Sì, occasionalmente. Negli ultimi anni si è diffusa la presenza dell’astrologo e del cartomante nelle discoteche, soprattutto quando vengono organizzate feste ispirate a temi esoterici, nel periodo di Halloween. Tra un ballo e l’altro, i giovani hanno la possibilità di farsi fare l’oroscopo, di interrogare le carte o di farsi leggere la mano».
Da chi ereditano, i giovani, la voglia di "leggere il futuro"? «Un tempo l’educazione era il frutto di pochi maestri», aggiunge Climati: «I genitori, la scuola e gli educatori religiosi. Oggi i ragazzi sono "educati", anche, dalla Tv, da Internet, dalle canzoni, da certe riviste per adolescenti. Quando si è soli, poi, è molto più facile essere strumentalizzati e indottrinati». Avviene, a una certa età, il distacco da questa forma di divinazione-superstizione? «Dipende. Alcuni ragazzi compiono un percorso di maturazione o di fede cristiana, e allora si allontanano. Altri, purtroppo, passano dall’astrologia a esperienze successive nel mondo dell’esoterismo». Perché tanti ragazzi oltre che all’oroscopo ricorrono alla magia e all’occultismo? «Alla base ci sono sicuramente paure, incertezze, timori per il futuro, alimentati dalla noncultura dell’apparenza e dell’immagine. Il mondo, dominato dai più belli e dai più forti, appare difficile da affrontare. Tanti ragazzi tendono a chiudersi nel proprio guscio, magari affidandosi all’oroscopo, alla lettura delle carte, agli amuleti e ai talismani per cercare un aiuto nell’affrontare la vita. Certi meccanismi sono profondamente diseducativi perché rappresentano il trionfo della non cultura, del non impegno e del "voglio tutto e subito, senza sforzarmi"».
Un appello ai "pastori"
Come difendersi da certi rischi? «È necessario innanzitutto promuovere una cultura dell’impegno, che valorizzi i piccoli sforzi della vita quotidiana per raggiungere un particolare obiettivo: ad esempio, lo sforzo che si fa per studiare e superare un esame o per conquistare una ragazza. Inoltre, è opportuno promuovere una sana cultura del limite, educare a capire che nella vita non si può avere tutto e far accettare ai ragazzi i propri limiti. Insomma, occorre ascoltare i giovani, aiutandoli a capire che astrologia e magia non sono una soluzione per i propri problemi».
Ne è convinto, infine, anche don Alfonso d’Errico, rettore della Basilica di San Tammaro vescovo di Grumo Nevano (Napoli), che di esperienza in materia ne ha tanta, visto che di gente disperata che si rivolge all’astrologo ne incontra molta. E lancia un appello a tutti gli operatori pastorali: «I giovani, le persone sono soli, sempre più soli. Occorre dedicare più tempo all’ascolto personale, bisogna far crescere in loro Gesù Cristo, perché di lui solo, anche solo inconsapevolmente, hanno sete».
IL FUTURO AL TELEFONO COSTA 40 EURO
La segreteria telefonica spiega che la chiamata costerà 1,80 euro al minuto Iva compresa con uno scatto alla risposta di 6 centesimi Iva compresa, per un massimo di otto minuti. È uno dei tanti numeri a pagamento di astrologi pubblicizzati sulle riviste specializzate. Spesso, questi numeri funzionano attraverso call center ben organizzati. L’astrologo mette il nome (per la pubblicità), ma al telefono rispondono ragazzi e ragazze che si qualificano come "assistenti" (o comunque astrologi). È una forma di raggiro. Così come lo è quella di molti consulti astrologici in programmi tv: si pensa che sia tutto in diretta, invece la chiamata, e la relativa consulenza del mago, sono registrati.
Al numero che ho scelto di comporre mi risponde una voce di ragazza. Le chiedo di parlare con l’astrologo titolare. Lei mi fa attendere qualche secondo (sto già pagando la chiamata), ma il titolare sembra non sia reperibile. «Se vuole può parlare con me», dice, «lavoro nel suo studio» (studio o, piuttosto, call center?). Accetto. «Ho bisogno della data di nascita tua e della persona coinvolta». Inizia, così, il consulto per una (inventata) storia d’amore finita male. Ma otto minuti sono un batter d’occhio. «Se cade la linea, mi richiami subito e ti rispondo io». Così è. La chiamata si interrompe, ma lei ha appena cominciato ad analizzare le congiunzioni dei pianeti. Così, seconda chiamata. Lei parla con tono dolce, amichevole, confidenziale. Mi tiene al telefono il più a lungo possibile, chiedendomi come mi sento, dispensandomi consigli sulla vita sentimentale (nemmeno fosse la mia migliore amica), il tutto intervallato da lunghe pause di silenzio (peccato che si paghino anche quelle).
La linea cade di nuovo. Terza chiamata. Le domando per quali motivi la gente telefona. E lei: «La maggior parte per amore, molti per il lavoro; per le malattie no, non siamo autorizzati». Poi aggiunge: «L’oroscopo giornaliero è un gioco. Ma l’astrologia su base soggettiva è attendibile, per chi ci crede». La saluto. «Fammi sapere come vanno le cose», dice. Faccio un calcolo: 40 euro per quasi 23 minuti. Ho seri dubbi che accetterò il suo invito.
Giulia Cerqueti
