I numeri dell'ora di religione
SCELGONO DI FREQUENTARLA 91 STUDENTI SU 100
In Italia 91 studenti su 100 scelgono di frequentare l’ora di religione a scuola. Un dato sostanzialmente invariato da alcuni anni e confermato anche nell’ultima indagine condotta per l’anno scolastico 2007/08 dal Servizio nazionale della Cei per l’Insegnamento della religione cattolica, in collaborazione con l’Osservatorio socio-religioso del Triveneto. Un 91,1% che fotografa la volontà di cogliere l’opportunità e i valori che l’Irc offre. Una scelta fortemente voluta dalle famiglie, visto che nella scuola dell’infanzia l’Irc viene scelta dal 94,1% dei genitori, che diventa il 94,6% nella primaria e il 92,7% nella media inferiore. Leggermente più bassa la percentuale di avvalentesi alle superiori (siamo all’84,5%), dove, però, entrano in gioco diversi fattori, tra cui l’assenza di una vera ora alternativa e un carico orario maggiore. Con la crescita della presenza di studenti con cittadinanza non italiana nelle nostre scuole (sono oltre 600mila) il dato totale di chi sceglie l’Irc registra una costante erosione complessiva, pur rimanendo su livelli elevatissimi. Osservando soltanto il segmento relativo alla scuola superiore si scoprono situazioni differenti tra le varie tipologie di istituto.
Complessivamente non sceglie l’Insegnamento della religione cattolica il 15,5% degli studenti medi, ma si scende al 14,5% negli istituti tecnici, al 12,7% nei licei e all’12,2% nei licei psico-pedagogici. La percentuale più alta è invece negli istituti professionali (il 17,1%), mentre è di un decimale più basso della media il dato relativo alle restanti tipologie scolastiche. Le Regioni del Nord si confermano quelle con il maggior numero di non avvalentesi, ma sono anche quelle dove si concentra la fetta più consistente della popolazione scolastica di cittadinanza non italiana. Al Centro rimane invariato il loro numero rispetto al 2006. Il Sud si conferma la circoscrizione di gran lunga più legata all’Irc, visto che la percentuale dei non avvalentesi si ferma all’1,7%. Confermato anche l’andamento per l’opzione meno responsabilizzante offerta a chi non sceglie l’Irc: l’uscita da scuola, che è praticata dal 48,1% degli studenti. ( E.Le.)

